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Florian Grott
salute
 
Vogliamo dedicare questo spazio ai temi della salute e della qualità della vita per fare crescere nei cittadini e nelle cittadine della nostra valle la consapevolezza di questi due valori estremamente importanti. Per raggiungere l' equilibrio tra benessere fisico, mentale e sociale, l'individuo, all'interno della sua comunità, deve essere messo nelle condizioni di poter realizzare le proprie aspirazioni, di puntare a modelli di vita più sani e di vivere in armonia con l'ambiente. Il potenziamento di questa consapevolezza può arrivare a rafforzare l'azione della comunità e renderla veramente padrona e arbitra delle sue aspirazioni e del suo destino. Segnalaci anche tu informazioni, argomenti, convegni o tutto ciò che possa essere utile a promuovere la consapevolezza della qualità della vita nei cittadini e nelle cittadine della nostra valle. Puoi farlo scrivendo alla nostra redazione. 
 
 
"I rapporti interpersonali e la promozione della salute "
“ La promozione della salute è il processo che consente alle persone di esercitare un maggior controllo sulla propria salute e di migliorarla. La salute vive e cresce nelle piccole cose di tutti i giorni. A scuola, sul lavoro, in famiglia, nel gioco, nell'amore. La salute si crea avendo cura di se stessi e degli altri, sapendo controllare i propri comportamenti, facendo in modo che la comunità in cui si vive favorisca la conquista della salute per tutti. (Carta di Ottawa per la Promozione della Salute, Organizzazione Mondiale della Sanità, 1986)
 

Per saperne di più
 
8 ore (di sonno) al giorno tolgono il medico di torno...
Il sonno è una funzione biologica vitale. Ma dormiamo sempre meno e sempre peggio e l’insonnia è una patologia sotto osservazione come non mai, con grosse ripercussioni anche sociali. C’è chi si imbottisce di farmaci per evitare una notte in bianco, spesso senza controllo medico e solo soffocando con la chimica le ragioni che sono all’origine della difficoltà ad addormentarsi.
   

La questione punti nascita: riprendiamo da dove eravamo rimasti
“Quando si affronta il tema della nascita, evento che ha implicazioni non solo di carattere medico assistenziale ma anche umano e sociale, e delle strutture sanitarie preposte ad accogliere e assistere le donne che partoriscono, non possiamo ragionare solo in termini di sostenibilità economica, né prendere a riferimento parametri fissi e rigidi, quale un numero minimo di parti per ogni punto nascita, e requisiti strutturali che possono essere applicati nei grandi ospedali ma non certo nelle realtà periferiche di montagna, dove la decisione se mantenere o meno in vita presidi ritenuti importanti non può dipendere dall’applicazione di un modello organizzativo standard. Dobbiamo comunque fare delle scelte ma ciò che dobbiamo fare è soprattutto garantire la qualità del servizio stabilendo un “patto” tra ente pubblico, comunità e professionisti”. Con queste parole si è espresso l’assessore alle politiche sociali Remo Andreolli, in occasione del Seminario Arge Alp, tenutosi a Riva del Garda il 2 ottobre scorso. (scarica comunicato stampa seminario punti nascita.doc)
 
 

Borgo, ospedale da 10 e lode (tratto da L'Adige 07-07-2003)
Dopo qualche scalino di marmo, un grande portone in legno massiccio, una porta a vetri ed infine una rampa di scale a scalini larghi e bassi, ampia e comoda salita ai vari reparti in questo palazzo luminoso e sobrio che certo non ha nulla da invidiare ai più rinomati e moderni ospedali.
L´angoscia che sovente si respira attraversando bui corridoi, l´odore greve dei disinfettanti, l´aria pesante impestata dai medicinali, le stanze sovraffollate che ospitano tanti Numeri ... qui non sono neanche lontanamente conosciuti.
Quando un paziente viene ricoverato all´Ospedale "S. Lorenzo" di Borgo Valsugana viene accolto come un ospite, ascoltato, trattato con le dovute attenzioni, seguito e curato con premura ... ricco o povero, infortunato o terminale, chiunque, si fermi un giorno o un mese, abbia da vivere una vita o una settimana soltanto.
"Rispetto" è la parola d´ordine di chiunque lavori qui, il "Tempo" è ciò che viene donato ad ogni persona che passi per queste sale, tempo per parlare, tempo per essere ascoltati, tempo per ridere, piangere, capire...
Tempo, ciò di cui ognuno di noi avrebbe realmente bisogno.
Ecco dunque il medico primario del reparto servire personalmente la cena al malato e sedersi accanto al letto; gli infermieri avere una parola per ciascuno mentre svolgono impeccabilmente il loro quotidiano mestiere ... il dialogo che si instaura non è tra Medico e paziente, tra Dottore e numero, bensì tra due Uomini, colui che cura e colui che viene curato, ciascuno con i propri problemi, i propri sentimenti, i propri pensieri; dialogo sincero e diretto anche nei confronti dei parenti, ascoltati e compresi, a cui nessuno nega informazioni e spiegazioni.
È questo un ospedale come pochi, dove oltre al corpo viene curata anche l´anima.
"Antico il palazzo; all´avanguardia le attrezzature; Innovativo il personale, per Idee e Principi", così un paziente ricoverato in chirurgia definisce l´Ospedale "S. Lorenzo" di Borgo, di cui questa piccola cittadina può andar fiera.
Davvero un Grande Esempio. Cav. Flavio Tonini
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Melatonina, l'ormone che allunga la vita. Russel J. Reiter e Jo Robinson
Che cos'è e come funziona la"medicina" naturale dagli effetti miracolosi.
"Viviamo in un mondo avvelenato. L'aria che respiriamo, l'acqua che beviamo e il cibo che consumiamo sono tutti contaminati da erbicidi, pesticidi, rifiuti tossici e da una lunga serie di altre sostanze potenzialmente letali. Numerose di queste tossine hanno effetti devastanti in quanto generano radicali liberi. La melatonina fornisce un livello di protezione senza precedenti da questi rischi ambientali" Russel J. Reiter
Informazioni sull'autore il dr. Russel, docente presso la facoltà di Scienze della Salute alla Unversity of Texas.
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Marihuana, Uno scandalo internazionale, Guido Blumir
Blumir ci introduce in un avvincente political thriller basato sulla storia di una mistificazione portata avanti con ogni mezzo lecito ed illecito, che potesse arrivare a dimostrare il teorema finale: la totale messa al bando della marihuana. Questa è la vera storia di un misterioso personaggio, Harry J.Anslinger, che trasformò il Narcotic Bureau americano in un centro di disinformazione sistematica a fini repressivi, dagli anni Trenta ai nostri giorni, durante il periodo del cosidetto “Proibizionismo antimarihuana”. Dopo settant'anni di indiscriminata “guerra alle droghe”, qualcosa deve essere andata storta se oggi l’amministrazione Bush è costretta ad ammettere che gli americani sono i primi consumatori al mondo di stupefacenti, con un giro di dollari che sfiora i sessanta miliardi. Negli anni Sessanta i consumatori di marihuana nel mondo occidentale erano meno di cinquecentomila mentre oggi sono piú di trenta milioni. L’autore, ricostruisce pezzo per pezzo l'ossessivo meccanismo messo in piedi da Anslinger, il modo in cui il capo del Federal Bureau of Narcotics fece della lotta alla marihuana il cavallo di battaglia che piú di ogni altro lo avrebbe condotto lontano. Lontanissimo, anzi, se è vero che il “castello di bugie” ha saputo sopravvivere al suo artefice e sta in piedi ancora oggi. Pubblicato da Einaudi 2002, lo puoi trovare online sul sito Centolibri.it
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Accesso libero, sicurezza degli impianti e comfort sono garantiti
Borgo, l´ospedale è sicuro. San Lorenzo promosso dal Tribunale del malato

Quarantasette ospedali monitorati in tutta Italia e cinque fasce di merito. La campagna «Ospedale sicuro» del Tribunale del malato promuove l´ospedale San Lorenzo di Borgo Valsugana che entra nella seconda fascia di eccellenza, riportando il massimo punteggio per quanto riguarda alcuni aspetti specifici della rilevazione.
In particolare la situazione dell´ospedale di Borgo viene giudicata tra le migliori, tra quelle delle strutture prese in esame, per quanto riguarda l´accesso: l´edificio è libero da barriere architettoniche e dotato di percorsi comuni che consentono di raggiungere senza difficoltà le degenze, i laboratori, la radiologia. Un altro punto a favore del «San Lorenzo» è l´assoluta mancanza di barelle o letti aggiunti nei reparti per lunghi periodi di tempo. Buona anche la situazione rilevata al pronto soccorso, dove non sono state riscontrate interferenze fra l´accesso ordinario e quello di urgenza, e dove i pazienti non sono costretti ad aspettare in piedi o in barella. Ottima la situazione degli impianti di condizionamento e degli impianti idrici, due indicatori molto importanti per la sicurezza dei malati che possono contrarre in ospedale infezioni molto pericolose.
Anche per quanto riguarda i «cattivi comportamenti» che determinano vie fughe ostruite, rifiuti o biancheria sporca abbandonata, l´ospedale di Borgo esce a testa alta ottenendo il massimo punteggio. Cento su cento, infine, il punteggio attribuito all´informazione sia relativa all´identificazione dei vari servizi, sia alle vie di fuga e ai comportamenti da tenere in caso di emergenza.
Con queste punte di eccellenza, l´ospedale di Borgo Valsugana s´inserisce nella seconda fascia di sicurezza con un punteggio complessivo compreso fra 75 e 84 su 100. Un buon risultato tenuto conto che la prima fascia accoglie solo 14 ospedali, mentre altri 11 ospedali sono finiti in fascia tre e quattro, cioè nelle aree definite problematica e critica. (l'Adige, 22/02/03)
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Occhi per vedere

Programma dell'Azienda provinciale trentina
per la donazione delle cornee
 

Un piccolo ospedale fa meglio di Trento e Rovereto.
di Roberta Boccardi
L´ospedale San Lorenzo di Borgo Valsugana conferma il suo primato nella donazione delle cornee. A fine 2002 si contano, infatti, dodici donazioni, contro le dieci di Rovereto e le venti donazioni avvenute al S. Chiara di Trento. Numeri che vanno rapportati all´entità dei decessi, 110 a Borgo, 480 a Rovereto, 900 a Trento, e che fanno schizzare la percentuale dei donatori all´ospedale di Borgo Valsugana oltre il 10%, considerato il «target» di un sistema efficiente. Tra l´altro l´attività di prelievo di tessuti all´ospedale di Borgo Valsugana è cominciata solo nel mese di marzo, mentre a Trento e Rovereto è radicata da tempo. «Questo dimostra che anche in un piccolo ospedale, con l´introduzione di procedure diverse, si possono ottenere ottimi risultati - spiega Maurizio Ragagni, coordinatore trapianti dell´Azienda sanitaria -. Rispetto a quanto si fa a Rovereto o a Trento, al San Lorenzo di Borgo è cambiato l´approccio nei confronti delle famiglie. Tutta la struttura è organizzata in modo tale che la possibilità di donare le cornee viene offerta, come procedura, a tutti i familiari che subiscono un lutto. Il merito è del personale che dimostrando una grandissima sensibilità condivide questo obiettivo». Formazione e disponibilità sono le due carte vincenti, assieme ad un modo di informare i parenti che è stato mutuato dall´ospedale di Monza, dove questo nuovo «sistema di reclutamento» ha già dato come risultato un aumento enorme dei prelievi. «In un ospedale con solo un centinaio di decessi all´anno, dodici donatori di cornea sono un risultato eccezionale e incoraggiante per estendere questo modello anche ad altri ospedali della provincia - continua Ragagni -. Rispetto a Trento e Rovereto, Borgo non ha un reparto di oculistica, ma l´attivazione sul versante della donazione dei tessuti è possibile, poiché la legge 301 del ´93 non identifica la figura specifica del prelevatore. A Borgo c´è stata una grande disponibilità sia tra il personale della sala operatoria, sia tra il personale medico dei reparti di chirurgia, medicina e pronto soccorso. Sono stati così addestrati quattro medici prelevatori che garantiscono la reperibilità 24 ore su 24 per 365 giorni all´anno». Le cornee prelevate vengono trasferite alla banca dei tessuti di Monza, dove vengono «processate» (ne viene cioè validata l´idoneità), conservate e destinate ai centri trapianti. Molte persone destinate alla cecità per patologie congenite, traumi o conseguenze di malattie croniche invalidanti riacquistano così la possibilità di vedere. Nel corso del 2002, otto pazienti sono stati trapiantati all´ospedale di Trento e tredici a Rovereto. «Anche se in apparenza una percentuale di donatori del 10% può apparire bassa, in realtà non è così - precisa Ragagni -. I criteri di idoneità per il prelievo delle cornee sono infatti molto stretti ed escludono tutte le malattie di tipo neoplastico». Se l´ospedale di Borgo ha fatto da apripista, entro sei mesi l´attività di prelievo dovrebbe partire anche a Cavalese. «Ed è auspicabile - conclude Ragagni - che altri ospedali possano seguire l´esempio».
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Posa la cenere. Stai aspettando un bambino
Questo è lo slogan della campagna Campagna informativa del Mo.I.Ge. sui rischi del fumo in gravidanza.

Gent.mo/a amico/a,
da tempo si conoscono i rischi nei quali incorre il bambino di una madre fumatrice, nonostante ciò i dati che ci sono giunti da un'indagine che abbiamo commissionato alla Swg di Trieste sono allarmanti. Solo la metà delle donne in gravidanza smette di fumare, ed è ancora molto alta la percentuale di quelle che continuano pur riducendo il numero delle sigarette (23%). Fra quelle che non modificano il loro consumo, il 19% dichiara di non aver smesso perché non lo ritiene importante ai fini della sua gravidanza. Inoltre solo l'8% delle intervistate è a conoscenza del fatto che fumare durante la gestazione può essere causa di morte precoce del nascituro. C'è insomma ancora una scarsa informazione sugli effetti nocivi che una madre fumatrice può provocare al suo bambino. Abbiamo perciò ritenuto opportuno lanciare su tutto il territorio nazionale una campagna informativa sui danni del fumo in gravidanza.
La campagna prevede l'attivazione di un numero verde (800933323) al quale risponderanno medici ed esperti in grado di fornire tutte le informazioni sui rischi provocati dal fumo durante la gestazione e l'allattamento.
Abbiamo poi realizzato uno spot radiofonico e televisivo che verrà
trasmesso sulle principali emittenti. Ci sarà inoltre la distribuzione di depliant e poster informativi su tutto il territorio nazionale. Su internet abbiamo dato vita ad un sito www.fumoemamma.it sul quale, coloro che ne faranno richiesta, potranno ricevere sul proprio cellulare un messaggio sms che ricorda di non fumare.
La camapagna informativa, è stata inaugurata giovedì scorso nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato oltre a me, anche il sottosegretario alla Sanità Antonio Guidi, il senatore Leo Borea, vice presidente della Commissione Giustizia, Claudio Colistra della Federazione Italiana Medici Pediatri, il neonatologo Marcello Assumma, Domenico Arduini della Società Italiana di Medicina Perinatale. L'evento, come avrai avuto modo di notare, ha avuto una grande risonanza sui mass media ed in particolare sulle principali edizioni giornalistiche televisive. Ci auguriamo che anche questo concorra a creare un nuovo clima culturale che predisponga ad una maggiore sensibilità riguardo ai rischi del fumo in gravidanza e nel puerperio. Confidiamo nel tuo passaparola affinché le mamme fumatrici, anche grazie ai servizi da noi offerti, possano essere sensibilizzate ad assumere forti scelte di responsabilità.

M.Rita Munizzi
Presidente Mo.I.Ge
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TRAPIANTI: a Castel Caldes, in Trentino, un centro europeo di gestione dati
Nel campo del prelievo e del trapianto di organi e tessuti l’Italia è arrivata, nel giro di dieci anni, ai primi posti della classifica europeea, al pari della Francia e dietro solo alla Spagna. Questo premia il nostro sistema medico-sanitario e dimostra come i cittadini si stiano sensibilizzando per quanto riguarda le donazioni. Inoltre, i successi registrati hanno fatto aumentare la domanda: nel 2002, sono stati effettuati già 2.800 trapianti, ma i pazienti in lista d'attesa sono 10.000.
Il Trentino aderisce all'accordo di collaborazione fra la regione Veneto e la regione Friuli Venezia Giulia per il prelievo e la conservazione di tessuti a scopo ditrapianto. L'accordo migliorerà gli standard qualitativi e quantitativi dei prelievi e dei trapianti di tessuti e permetterà di ottimizzare i costi a carico del servizio sanitario nazionale.
Il Trentino aderisce inoltre su proposta del Centro Nazionale Trapianti - al progetto Eurodonor, che realizzrà un sistema informativo per la raccolta, l'elaborazione e la diffusione dei dati sui trapianti in tutta Europea. La sede operativa del progetto sarà Castel Caldes, in valle di Sole, dalla quale si opererà su tutti cinque i continenti grazie alle tecnologie telematiche.
Un dato nuovo è quello relativo al trapianto dei tessuti: nel 2001 sono state prelevate ad esempio 12.000 cornee, e sono stati effettuati 5.600 trapianti. Su questo versante, l'Italia si classifica primo paese europeo per il numero dei trapianti di cornea, sia in senso assoluto sia rispetto al fabbisogno nazionale.
Un dato importante da considerare è la funzionalità dell'organo trapiantato. Negli anni '70, quando l'unico trapianto effettuato era quello dei reni, ad un anno dall'intervento la funzionalità dell'organo trapiantato era buona nel 60 per cento circa dei casi. Oggi è passata al 95 per cento, e dopo dieci anni sopravvive quasi il 70 per cento dei reni trapiantati. Inoltre, rispetto al passato, i criteri di ammissione alle liste si sono allargati, ed è anche per questo che si è determinato un aumento dei tempi di attesa; ad esempio in passato in molti centri i fumatori non erano ammessi al trapianto e così i portatori di patologie sistemiche, o ancora, i pazienti al di sopra di una certa età.
Oggi il miglioramento delle tecniche di intervento, del sistema informativo, della standardizzazione degli organi ha risolto molti di questi problemi. Rimane invece ancora da fare sul piano dell'assistenza ai pazienti, dell'informazione, della sensibilizzazione di tutti coloro che sono coinvolti nell'intervento di trapianto, donatori, personale che lavora nelle terapie intensive, personale infermieristico, medici e così via.
L'Italia non eccelle solo nel settore dei trapianti, ma ha raggiunto standard elevati anche nella cardiochirurgia, l'oncologia, la nefrologia. Dobbiamo sforzarci quindi di dare all' estero un'immagine migliore e più esatta, del nostro paese, e per quanto riguarda il Ministero, ciò sarà fatto anche attraverso un sito internet contenente tutti i dati che possono essere di pubblico dominio, aggiornati giorno dopo giorno.Cos’è il Nord Italia TransplantIl Nord Italia Transplant è nato nel 1972 per iniziativa dei professori Edmondo Malan, Piero Confortini e Girolamo Sirchia, attuale Ministro della Salute. Riunisce le realtà sanitarie di Trentino, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria e Marche. Nell'anno di esordio ebbe 8 donatori ed effettuò 15 trapianti di rene.
Al 2002 i donatori utilizzati risultano complessivamente 4.882, i trapianti effettuati 15.901. Negli ultimi cinque anni il numero di pazienti trapiantati è nettamente cresciuto, ma anche le liste d'attesa.
In Trentino nel 2001 si è registrata una percentuale del 21 per cento di donazioni, più alta rispetto a quella nazionale (16 per cento). E ciò anche se non esistono nella nostra provincia reparti di neurochirurgia, dove prelevare gli organi. Sempre nel 2002 sono state prelevate in Trentino 50 cornee (rispetto alle 30 del 2001) e trapiantate 10 (nel 2001 16). Sono state prelevate inoltre 6 valvole (trapiantata 1) e 7 vasi (tutti trapiantati). In totale, per quanto riguarda i tessuti, nel 2002 abbiamo finora 63 prelievi (rispetto ai 34 del 2001) e 18 trapianti (rispetto ai 16 del 2001).
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Anche i fumatori dicono STOP al fumo passivo
Arrivano le leggi antifumo accompagnate da pesanti sanzioni (fino a 2 mila euro), soprattutto per chi viene sorpreso a fumare in uffici pubblici, scuole od ospedali: in questo caso ci si può rivolgere alle autorità competenti per denunciare il reato. Il 17 ottobre 2002 l'articolo relativo alle norme antifumo è stato approvato in prima lettura da parte dell'Assemblea del Senato; il voto finale in aula è giunto il giorno 6, ed ora si attenda la decisone della Camera. Si ricorda che l'inquinamento e quindi l'esposizione dei non fumatori - ma anche di fumatori light o fumatori accaniti che però mostrano rispetto e sensibilità per il prossimo - risulta direttamente correlata con il volume dell'ambiente, il grado di ventilazione, il numero di sigarette fumate e la vicinanza alla fonte di inquinamento. Anche tra il popolo di fumatori incalliti, ex-fumatori agguerriti e semplici "fumacchiaioli" si fa sempre più strada l’idea che, accanto ad una scelta personale che prevede la consapevolezza del grado di autolesionismo in atto, si deve lasciare spazio anche al rispetto, alla considerazione per la salute psicofisica dell’altro. La libertà di fumare ovunque e ad oltranza deve finire, la libertà di un fumatore finisce laddove si discute la libertà di non fumare e soprattutto di non subire il fumo degli altri.
In America e Canada sempre più impiegati pubblici sporgono causa anche 'a posteriori' nei confronti di chi in passato, fumando sotto il loro naso per ore ed ore, è stato causa di gravi danni alla loro salute e non solo dal punto di vista fisico, ma anche psichico. Alcune denunce sono addirittura passate sotto la denominazione di "molestie morali": basti pensare a quale stress psicologico deve sottostare chi, vuoi perché non fumatore o per rispetto delle leggi del prossimo deve comunque subire l'arrogante e il menefreghista di turno che imperterriti continuano ad emettere spire di fumo dalle loro fauci.

Lanciamo dalle nostre pagine un appello a tutti, fumatori e non, per un modo più civile e rispettoso di autogestire la sigaretta, che può essere sì un momento di sfogo, vizio, trasgressione, abbattimento della noia o qualsiasi altra cosa purché non diventi danno o molestia per chi ci vive accanto. Un appello quindi alle nostre "fumose" coscienze che spesso, immerse in tanto torpore, dimenticano le cose più ovvie del vivere civile e del buon senso.
Ricordiamoci: la nostra libertà finisce dove inizia quella degli altri!

Se qualcuno fuma dove è proibito (uffici pubblici, scuole, ospedali..) ci si può ora rivolgere al responsabile locale della lega tumori per protestare.

Italiani "brava gente"...

In Italia certe abitudini faticano a morire. I motociclisti continueranno a non mettersi il casco e a sfiorare i pedoni, la mozzarella sarà sempre nel menu e la gente continuerà ad accendersi la sigaretta ovunque. Tuttavia, da dietro una densa cortina di fumo, sembra avanzare il giustiziere dei non-fumatori con pesanti sanzioni per chi continua ad avere il fumo megli occhi
International Herald Tribune, Francia [in inglese]
http://www.iht.com/articles/76780.html
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