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Lettere di dissenso alla costruzione di un parcheggio interrato nel sottosuolo del giardino della Scuola materna di Borgo Valsugana.
Siamo Medici operanti in vari settori della Sanità presso il Distretto della Bassa Valsugana. Abbiamo appreso dell’esistenza di un progetto che prevede la costruzione di un parcheggio interrato a due piani della capienza di 317 posti auto nel sottosuolo del giardino della Scuola Materna di Borgo Valsugana in sostituzione degli attuali 80 posti auto presenti nella zona circostante.
Tale aumento di posti auto verrebbe inequivocabilmente ad incrementare il traffico nella zona, dove per molte ore al giorno è concentrata la popolazione infantile del paese, dai bambini che frequentano l’Asilo Nido a quelli che frequentano le Scuole Medie; dal progetto si rileva inoltre che le griglie di aerazione del parcheggio interrato verrebbero a trovarsi nelle immediate vicinanze dello stabile che ospita la Scuola Materna e lungo il perimetro interno ed esterno del giardino ripristinato sul tetto del garage dove giocano i bambini.
Intendiamo esprimere la nostra preoccupazione dinnanzi alle conseguenze negative per quanto riguarda la salute che la realizzazione di tale opera verrebbe a creare. Ma soprattutto la nostra preoccupazione è determinata dal fatto che proprio la fascia di popolazione più vulnerabile, e cioè quella costituita dalla popolazione pediatrica di Borgo Valsugana, sarebbe quella che ne pagherebbe le maggiori conseguenze.
Come si sa il bambino è il soggetto più sensibile per quanto riguarda gli effetti dei contaminanti ambientali per l’esposizione più prolungata (in quanto usufruisce a lungo degli spazi aperti) sia per il maggior consumo di aria per unità di peso, sia per l’anatomia dell’apparato respiratorio.
La realizzazione di un parcheggio di tali dimensioni implicherebbe in quella zona un aumento della presenza di autoveicoli e quindi delle inerenti emissioni, tra cui quella del PM10, cioè delle polveri con diametro inferiore ai 10 um. Queste per la caratteristica di avere un diametro abbastanza contenuto riescono, come l’aerosol classico, ad arrivare facilmente al polmone.
La letteratura è esplicita nel dichiarare che nel bambino ad un aumento della concentrazione di 10 ug/m3 di PM10 (valore medio giornaliero) corrisponde un aumento tra il 2 e il 3 % di ricoveri per asma e polmonite e di bambini con tosse, infezioni delle basse vie aeree e sintomatologia asmatica. Le indagini che confrontano l’incidenza di patologie respiratorie in regioni a diverso livello di inquinamento hanno dimostrato che a un aumento di PM10 di 10ug/m3 come media annuale corrisponde un aumento compreso tra il 5 e il 25 %, e quindi in media un aumento del 15% di bambini con tosse cronica o bronchite.
Dato che per il PM10 non esiste una soglia al di sotto della quale l’inquinante è innocuo, e che il rapporto tra concentrazione di di PM10 e l’aumento della patologia respiratoria è lineare, è possibile quantificare, seppure approssimativamente, le conseguenze che l’inquinamento ha ogni giorno in un dato luogo.
Riferendoci al caso in questione auspichiamo caldamente che l’Amministrazione Comunale e le parti interessate al progetto in questione rivedano le loro posizioni alla luce dei problemi salutistici che esso comporterebbe ed auspichiamo caldamente che un eventuale parcheggio – se dovesse essere effettivamente progettato – sia realizzato in una zona diversa e non impattante la salute dei nostri ragazzi.
I medici firmatari:
dr. Pierino Armellini
dr. Fabio Battisti
dr. Martina Bontorin
dr. Adriano Caumo
dr. Luigi Cima
dr. Michele Angelo Di Dio
dr.ssa Maria Elena Di Carlo
dr. Michelangelo Di Carlo
dr. Marco Fichera
dr. Angelo Fiemazzo
dr. Franco Giacobbo
dr. Mario Giampiccolo
dr. Claudio Girardi
dr. Marco Girotto
dr. Luca Giuditta
dr. Matteo Hueller
dr.ssa Anna Lovero
dr.ssa Paola Marini
dr. Michele Motter
dr. Salvatore Pagano
dr. Paolo Pasqualini
dr. Alfonso Piazza
dr. Marco Rigo
dr. Riccardo Rigo
dr. Maurizio Scotton
dr. Giuseeppe Spatola
dr. Michael Stam
dr. Gianantonio Torelli
dr. Ettore Valesi Penso
dr. Salvatore Vienna
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Intervista alla dott.ssa Maria Elena Dicarlo, pediatra e al dott. Marco Rigo, medico di medicina generale portavoce del gruppo dei sottoscrittori la petizione
Come è nata questa iniziativa " insolita"
Si può dire che è sorta quasi spontaneamente; con alcune telefonate ci si è resi conto del dissenso unanime suscitato dal progetto parcheggio.
L'iniziativa è nata in ambito pediatrico dato il maggior contatto con le problematiche di salute dei bambini, legate all'inquinamento ( soprattutto quello dovuto alle polveri sottili) di cui soffriamo particolarmente a Borgo.
È stata poi estesa ai medici del territorio e dell'ospedale di Borgo.
Possiamo dire che esprime un opinione trasversale e indipendente.
Perchè pensate che la costruzione del parcheggio costituisca un peggioramento dell'ambiente in cui si trovano i bambini?
Lavori scientifici pubblicati su autorevoli riviste specializzate (che abbiamo provveduto a consegnare alle autorità comunali) ribadiscono come gli edifici scolastici e le zone adiacenti al traffico veicolare siano ambienti a rischio per inquinamento ambientale, conseguentemente risultano implicati nell’aumento di patologie respiratore polmonari.
In letteratura si parla di inquinamento indoor e outdoor: questi sono due concetti con i quali si distinguono le varie modalità di inquinamento atmosferico all’esterno e all’ interno degli edifici: le scuole sono indicate tra i luoghi più a rischio.
Queste affermazioni supportate da articoli scientifici contano più dell'opinione di qualche singolo soggetto che tende a minimizzare l'impatto ambientale dell'opera.
Qualcuno afferma che inquinano di più i veicoli in cerca di parcheggio..
Come medici non possiamo sostituirci all'amministrazione comunale per risolvere e indirizzare le politiche del traffico; tuttavia centinaia di veicoli che transitano e stazionano nel parcheggio e nelle immediate vicinanze portano indubbiamente ad un aumento del traffico veicolare.
Il parcheggio costituisce anche un incentivo all'uso dell'automobile nel centro storico.
È indubbio inoltre che non ci sia equivalenza alcuna tra un cortile di cemento ricoperto da uno strato erboso e un parco di terra naturale. Siamo per il diritto dei bambini a mantenere un giardino vero, protetto il più possibile da rumori, vibrazioni, esalazioni etc.
È la prima volta che i medici della bassa valsugana prendono una posizione compatti.
In effetti questa iniziativa ha trovato una spontanea realizzazione anche per la preoccupazione dei sanitari per il peggioramento delle condizioni ambientali del paese.
Tutti i giorni le cronache dei giornali riportano il primato di Borgo per il livello delle PM10;
le patologie respiratore e allergiche sono aumentate vertiginosamente in questi ultimi anni.
Riteniamo che questo problema sia prioritario e richieda attenzione particolare da parte degli amministratori con scelte di lungo raggio e di alto profilo qualitativo.
Altre volte i sanitari sono stati sollecitati a esprimere la loro opinione in materia ambientale, questa volta abbiamo deciso di intervenire perchè la questione ha anche una forte valenza simbolica.
La cementificazione del territorio e la caoticità del traffico stanno compromettendo la qualità del nostro ambiente già fortemente incrinata da realtà come l'acciaieria e la superstrada.
È nostro dovere dare un segnale.
I tecnici tendono a rassicurare sulla presenza di filtri e altri dispositivi di filtraggio dei fumi
Il problema non è solo delle esalazioni emesse dai gas di scarico, ma anche dalla polvere sollevata dal materiale rotante, dagli oli e combustibili e le polveri dei freni persi dai veicoli, dal rumore e dalle vibrazioni.
Inoltre troviamo discutibile l’utilità dei filtri: richiedono un oneroso lavoro di manutenzione e per normativa non possono essere applicati a tutte le griglie di areazione.
Un problema a parte è il periodo di costruzione di questa “opera edilizia” che ( se va tutto bene) dovrebbe durare qualche anno. In questo periodo polvere, vibrazioni, rumori e traffico pesante porterebbero ad una situazione insostenibile per la frequentazione della scuola materna.
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Salute del bambino e tossicità ambientale
L’inquinamento ambientale è l’altra faccia del benessere. Purtroppo si accumula specialmente sulle frange dei meno benestanti. L’inquinamento ambientale ha molti bersagli: l’apparato respiratorio (particolato, fumo, scarichi), il sistema nervoso centrale (piombo), la cute (UV), l’apparato riproduttivo (pesticidi, diossina, fitoestrogeni), la oncogenesi (radon). Conoscere l’inquinamento ambientale e i suoi pericoli è il primo passo per combatterlo; ma combatterlo richiede una rivoluzione culturale, di cui il medico può essere l’alfiere.
(scarica tutto articolo in PDF)
Inquinamento extradomiciliare e malattie respiratorie del bambino
L’inquinamento atmosferico fa male e anche molto. Se ne forniscono i rischi attribuibili a partire dagli studi epidemiologici internazionali, con una ricaduta locale nella città di Parma, come modello per una doverosa e informata documentazione in ogni realtà locale. Un problema che il pediatra ha il dovere di conoscere nel dettaglio, non solo come interesse culturale ma per un possibile intervento rivolto al benessere del singolo paziente e della comunità. Anche questa è una doverosa, anche se difficile, scommessa per il futuro. (scarica tutto l'articolo in PDF)
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