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s
a l u t e/maternità
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A suon di parti, di Massimo Cecconi
(La Palma 13-12-2002)
I Punti Nascita dei piú grandi ospedali
trentini si autoelogiano a suon di parti in una vera e propria campagna
promozionale per mettere le mani avanti di fronte ad
una prossima possibile chiusura di tutti, eccetto quello del Santa
Chiara e/o del futuro iper-avveniristico nuovo ospedale cittadino.
Sintende.
Dopo il dietrofront della Giunta Provinciale relativamente alla
sua originaria decisione di sopprimere i Punti Nascite di alcuni
ospedali periferici (Tione, Riva e Borgo), completato in una riunione
del 6 novembre con i rappresentanti amministrativi del Comitato
di Distretto Sanitario del C3, dove sono abbondate PAROLE di rassicurazione
da parte di Dellai e Magnani sul mantenimento anche di quello di
Borgo Valsugana, sorgono sempre piú dubbi sulla veridicità
di tali promesse e sulla reale volontá di potenziare anziché
semplicemente mantenere se non addirittura sopprimere un servizio
tanto importante per le famiglie. Da numerosissimi articoli/interviste
riportati dalla stampa locale (vedasi al riguardo la Rassegna stampa
riportata su tale sito) risulta ora sempre piú evidente che
tali perplessitá si stanno diffondendo a macchia dolio
(Lega Nord, amministratori locali e componenti di vari Movimenti
di Tione, Riva e Borgo) e che le promesse del nostro assessore siano
state per lo piú dettate da scopi elettoralistici. Non per
nulla, nel novembre 2003 ci saranno le elezioni provinciali e prendere
la decisione di sopprimere dei Punti Nascite nelle valli è
indubbiamente unazione impopolare e controproducente dal punto
di vista di una campagna elettorale
Del tutto lecito, per caritá
! Ma qui stiamo parlando di eliminare o mantenere/potenziare un
servizio sociale BASILARE per una campagna pro-natalità in
una regione dove la crescita demografica ha valori preoccupanti
ed indice di uno smisurato spopolamento/invecchiamento delle nostre
zone. Non stiamo parlando di strade o autostrade, ma del futuro
delle nostre valli.
Allo stesso tempo (si legga pure la cronaca recente) i Punti Nascite
degli ospedali piú grandi (S.Camillo di Trento e Santa Maria
del Carmine di Rovereto) si stanno muovendo in una campagna promozionale
autoelogiativa a suon di parti per mettersi in mostra di fronte
ad un futuro tanto incerto anche per loro.
In poche parole, la sensazione è che tutti tirino lacqua
al proprio mulino, badando al proprio orticello, ignorando la maggior
portata che avrebbe unazione congiunta della protesta. Sará
questo il prossimo tentativo
arduo in un paese dove i campanilismi
e linvidia sono ancora molto forti. Perché tutto questo
? Perché i nostri Punti Nascite sono VERAMENTE a rischio
chiusura.
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Per i Comuni della Bassa Valsugana e Tesino
del C3,
Gentili Amministrazioni Comunali del Comprensorio C3-Bassa Valsugana
e Tesino
Chiedo cortesemente un piccolo spazio nel prossimo numero del
Loro Notiziario Comunale per inserirvi un piccolo messaggio alla
nostra gente.
Con lo sforzo di molte persone siamo forse riusciti a riprenderci
un servizio gioiello qual' è il Reparto Maternità
dellOspedale Civile S.Lorenzo di Borgo Valsugana, inizialmente
minacciato di essere soppresso dalla nostra Provincia per accentrare
tutto nel capoluogo dove si è alzato un polverone per rifiutare
il mega-inceneritore vicino alla città nonché il
grande antennone Omnitel in zona Cristoré ma nessuno si
è sollevato contro il fantascientifico progetto da quasi
mille miliardi di vecchie lire del nuovo ospedale.
Siccome questo pericolo si ripresenterà presto (sicuramente
dopo le prossime elezioni provinciali) desideravo esporre alla
gente delle nostre due valli le motivazioni (numeri in mano) per
tenerci stretto questo importantissimo servizio e fare sentire
sin da ora la loro contrarietà ed il loro malcontento.
Con ciò non voglio assolutamente istigare alla violenza,
per carità! Bensì soltanto a far valere i propri
diritti e le proprie pari opportunità di cui
oggigiorno ci si riempie tanto la bocca. Come ho appena detto,
il nostro capoluogo non ne sta di certo dando un buon esempio
Con ciò Li ringrazio tanto.
Massimo Cecconi
La
Palma- ESPAÑA, 20 Novembre 2002
P.S. Nel caso della sua pubblicazione sul Notiziario Comunale,
non importa se lintervento deve rimanere impersonale o anonimo
o firmato. Facciano come desiderano. Il mio interesse è puramente
quello che arrivi il messaggio alla gente. Tale messaggio è
contenuto nel seguente file WORD che puó essere facilmente
scaricato ed utilizzato per la sua integrazione in qualunque media
dinformazione. GRAZIE !
(maternità.doc 32 kb)
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Foto di
Anne Geddes |
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Salvo
il Punto Nascite dell'Ospedale S.Lorenzo di Borgo Valsugana?
Rimangono dei punti oscuri. Ce li chiariscano potenziando coi
fatti il Servizio. Si diffonde lidea (già intrapresa
anche da Tione) di una raccolta firme. (di M.Cecconi 8/11/02)
Il giorno 06-11-2002 si è tenuta a Trento una riunione
tra alcuni dei sindaci del Comitato di Distretto Bassa Valsugana
e del Tesino, il presidente del Consiglio Provinciale, Dellai,
e i Consiglieri Provinciali Magnani e Muraro. Con la lettura di
un duro documento da parte del sindaco di Borgo, Laura Froner,
è stata finalmente espressa la contrarietà delle
amministrazioni locali di tutto il Comprensorio C3 della Bassa
Valsugana e del Tesino a quello che è stato l'atteggiamento
della Provincia nei confronti del nostro Punto Nascite.
Tale atteggiamento, infatti, è andato mutando nel tempo
a partire dal 15-06-2002, giorno in cui L'Adige riportava a caratteri
cubitali la decisione di chiudere i Punti Nascite degli ospedali
periferici a cominciare da Riva del Garda, Tione e Borgo Valsugana.
Fatidico giorno seguito da :
interrogazioni di Divina e Boso (19-06-2002 N.1405-1406-1407-1408/XII),
Cogo (03-07-2002 N.1425/XII),
Morandini (18-07-2002 N.1450/XII)
a difesa dei Punti Nascite periferici;
un Incontro-dibattito con la popolazione tenutosi
a Tione il giorno 12.9.2002 a sostegno del Punto Nascite della
Val Rendena e Giudicarie;
un'Assemblea Pubblica tenutasi a Borgo Valsugana
il giorno 19-09-2002 in cui è mancato un deciso sostegno
del Punto Nascite locale;
un conchiuso di Giunta del giorno 04-10-2002 che,
a detta dei quotidiani locali, salva il Punto Nascite di Tione
ma non quello di Borgo Valsugana;
una conseguente interrogazione in Consiglio Provinciale
del vicepresidente Morandini (24-10-2002 N.1601/XII)
a favore della Cenerentola del Trentino, alias Bassa
Valsugana e Tesino.
Altro che chiacchere da bar, come il presidente Dellai,
secondo quanto riportato dai quotidiani locali, ha irrispettosamente
definito in tale riunione la base su cui è nata la protesta
valsuganotta e tesina. Semmai logica sequenza di eventi.
E cosa significa quanto riportato dai quotidiani "
Quindi
nel corso dell'incontro è stato assicurato che la giunta
darà incarico all'Azienda sanitaria di analizzare un modello
per l'erogazione di prestazioni di qualità, valido sia
per i territori che manterranno il punto nascita sia per quelli
in cui non sarà mantenuto
?" Sembra che vi
sia una contraddizione.
Inoltre, seguendo, l' Assessore Provinciale alle Politiche sociali
e alla Salute, Magnani, afferma "
Ma tutto questo non
significa affatto che alcune strutture sicuramente chiuderanno
".
É innegabile che vi sia ancora poca chiarezza o, per lo
meno, un tentativo di tirar avanti. Fino a quando? Fino alle elezioni
provinciali dell'anno che viene
???
Non c'è tempo. Il personale ostetrico, sinora dimostratosi
impeccabile (secondo una statistica dal 1979 al 1999 il Punto
Nascite dellOspedale Civile S.Lorenzo di Borgo Valsugana
è il terzo più sicuro del Trentino, più di
quelli dell'ospedale maggiore di Trento e dell'ospedale di Rovereto),
ha bisogno dell'opportuno sostegno e considerazione! Sarebbe un
sacrosanto riconoscimento. Tuttavia, in attesa di ciò,
continua la campagna di informazione della gente della Bassa Valsugana
e del Tesino su tale vicenda e si diffonde l'idea di una raccolta
firme per sondarne l'opinione.
Se
vuoi rendere pubblica la tua opinione
attraverso le pagine online di www.valsugana.net scrivi alla nostra
redazione.
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Lettera
di Massimo Cecconi al dott. M. Magnani, assessore alla Sanità
della Provincia Autonoma di Trento.
(Santa
Cruz de la Palma - Spagna 23/10/2002) 
Gentile
Assessore dott. M. MAGNANI,
forse con un pó di ritardo rispetto ad altre valli trentine,
ma anche la Bassa Valsugana e Tesino vogliono sicuramente dire
la loro relativamente alla decisione provinciale di chiudere i
punti nascita minori, quali quelli di Riva del Garda,
Borgo Valsugana e Tione secondo quanto annunciato da alcuni quotidiani/Web
locali il giorno 15-06-2002, titolando La giunta provinciale
ha approvato la riorganizzazione. Preoccupa l´aumento delle
spese Sanità, chiudono tre maternità . Niente più
nascite a Riva del Garda, Borgo e Tione. In arrivo anche un ticket
sul pronto soccorso. E sulle medicine a pagamento. Ricorso Codacons
Ed in un paese democratico come il nostro, è giusto che
la gente sia correttamente informata, soprattutto su grandi temi
che la possano toccare in prima persona come, appunto, la soppressione
di un servizio tanto importante qual è un Punto Nascita.
Convinti, tuttavia, che linformazione non sia arrivata alla
maggior parte della gente ed in tutta la sua gravitá, con
la preziosissima collaborazione della rivista locale La
Finestra ed il sito Internet www.valsugana.net, abbiamo
avviato una campagna d'informazione a macchia dolio
nelle due valli, una specie di tam-tam, se vuole, perché
la gente venga per lo meno messa al corrente di questennesima
ingiustizia verso le nostre due valli, dandole il corretto peso.
Su tale sito Internet si ritrova un dibattito sullargomento,
avviato da uno scambio di missive tra me ed il sindaco di Borgo,
dott.ssa Laura Froner, seguiti da altri ed a cui Lei stesso potrá
partecipare. Anzi, sará il benvenuto insieme a tutti coloro
a cui è indirizzata, per conoscenza, tale missiva. Ed,
inoltre, è stato attivato un FORUM maternità dove
chiunque (e noi ci auguriamo che, con la costante informazione
che stiamo dando, aderiscano molti cittadini delle due valli e
non) potrá dire la sua al riguardo, pro o contro. Il nostro
scopo, a parte quello di sostenere il mantenimento del Punto Nascita
di Borgo Valsugana, è innanzitutto quello di far sapere
alla nostra gente cosa le verrá a mancare e cosa le spetterá.
Poi giudicherá.
La Bassa Valsugana ed il Tesino sono diventati, da diversi anni,
luoghi in cui impiantare acciaierie e centrali di smaltimento
rifiuti speciali, trascurando linadeguatezza della conformazione
delle due valli a sostenere e smaltire i prodotti di scarico di
tali impianti. Giá le nostre due valli stanno subendo un
pericoloso crollo nel settore turistico, forse una delle loro
poche risorse naturali. E ció, indubbiamente, non ha contribuito
a rilanciarlo. Ma questa potrebbe sembrare demagogia.
Rimanendo allora nel tema, dalla lettura di quanto riportato su
tale argomento dai quotidiani/web locali, appare che il motivo
della soppressione dei punti nascita minori sia di
carattere economico e di sicurezza. Entrambe motivazioni che contraddicono
i dati statistici in quanto :
1. come riportato recentemente da numerosi quotidiani nazionali,
il Trentino è la sola regione italiana con un bilancio
sanitario in pareggio (e ció confermerebbe la non preoccupazione
del Presidente dott. Dellai agli aspetti finanziari della Sanitá
trentina). Il Resto del Carlino del 24-08-2002 riporta, infatti,
che (cito testualmente)
Nella Provincia autonoma
di Trento il comparto sanitario è di diretta competenza
provinciale. La Provincia gestisce la sanità attraverso
un Fondo provinciale, il cui bilancio, di circa 1.450 miliardi
di lire, è l' unico in pareggio fra tutte le Regioni italiane
.
Ovvero, siamo un esempio per gli altri di come si gestisce il
denaro pubblico, non una realtá da penalizzare ! Bisognerebbe
far tesoro dei metodi di buona amministrazione e non generalizzare,
facendo di tutta lerba una fascio
2. come si rileva dai dati statistici riportati nella rivista
Il Neonato Trentino (vedasi Tab.1 dove 80000 nati,
in 21 anni, è un buon campione statistico), il Punto Nascita
dellOspedale Civile S.Lorenzo di Borgo Valsugana è
il terzo in graduatoria in quanto a sicurezza per i nascituri
! Il rischio relativo di questo punto nascita, infatti, è
il dato che statisticamente va letto e considerato per sapere
qual è il corrispondente livello di sicurezza nel nascere.
Provincia di Trento 1979-1999 eventi negativi sui nati
di oltre 2000 g non malformati.
|
Ospedali
|
%nati
|
n°
(c.a)
|
rischio
relativo
|
n°
decessi
|
n°
esiti gravi (P.C.)
|
|
S.
Chiara
|
30%
|
24.000
|
1
su 2400
|
1
|
9
|
|
Rovereto
|
18%
|
15.000
|
1
su 1500
|
5
|
5
|
|
Cles
|
11%
|
9.000
|
1
su 4500
|
1
|
1
|
|
Riva
|
8%
|
7.000
|
1
su 1400
|
3
|
2
|
|
Borgo
|
5%
|
4.000
|
1
su 4000
|
0
|
1
|
|
Tione
|
6%
|
5.000
|
1su
2500
|
1
|
1
|
|
Cavalese
|
6%
|
5.000
|
1
su 1700
|
2
|
1
|
|
S.
Camillo
|
16%
|
13.000
|
1
su 4300
|
1
|
2
|
|
TOTALE
|
100%
|
80.000
|
1
su 2200 nati
|
14(1
su 6.200)
|
22
(1 su 4.400)
|
Tab.
1 : Dati statistici da Il Neonato Trentino 1-2-3-4.
Per quanto riguarda la sicurezza nella nascita, dunque, tali dati
dimostrano che non v è assolutamente nessuna correlazione
del tipo ospedale maggiore = maggior sicurezza nel nascere.
Anzi, in alcuni casi, sembrerebbe piuttosto che siano proprio
gli ospedali maggiori a dover apprendere da quelli
minori. Ma cè un motivo, o piú, che spiega
tale maggior sicurezza nel nascere in alcuni ospedali piú
piccoli e poveri anziché in quelli piú grandi ed
attrezzati? È un tema su cui credo sia ineludibile e necessario
riflettere parecchio ed in modo scientifico, prima di compiere
dei passi che possano minare, anziché elevare, il giá
ottimo livello di sicurezza di nascita in TUTTI i nostri ospedali
trentini. Sí, perché alla fine, sebbene sia provato
da tali dati che il livello di sicurezza di Borgo Valsugana sia
quasi il doppio di quello del S.Chiara di Trento, la nati-mortalitá
e la mortalità perinatale del Trentino e dellAlto
Adige si affermano comunque le piú basse dItalia!
Non dimentichiamolo e, semmai, rendiamo questi dati maggiormente
visibili alla gente. Perché credo che sia ingiusto colpevolizzare
un ginecologo del Santa Chiara (notizia riportata da LAdige
il 18-10-2002) per una mancata diagnosi di grave malformazione
a livello ecografico. Non crede? La medicina è lungi dallessere
una scienza. Semmai è una pseudo-scienza ed ammette ancora
errori. Eccome! Solo che oggigiorno viviamo nella credenza dellinfallibilitá
dellUomo. Lo crediamo ma, ahinoi, non lo è! La Natura
ha ancora grande potere decisionale sullUomo che fa del
suo meglio per controllarla. Come il medico, per solenne giuramento,
fa di tutto per assistere ed alleviare le sofferenze del malato.
Del resto, ripeto, il giudizio finale lo dá la statistica.
Se dovessimo guardare ai valori di nati-mortalitá e mortalitá
perinatale dellinizio secolo, ci ravvedremmo da qualunque
facile denuncia. Cerco di capire quale possa essere il dolore
per la perdita di un figlio dopo soli tre giorni dalla nascita,
ma sono altresí certo della buona fede di quel medico.
Si tratta, come sempre, di avere buon senso.
Rimane comunque il dato di fatto che capita che due genitori non
accettino la morte di un figlio e tendano ad esporre denuncia
al medico e/o alla struttura ospedaliera di turno. Ed il medico,
come chiunque su un posto di lavoro, devessere opportunamente
tutelato altrimenti sarebbe del tutto lecito che incrociasse le
braccia e dica arrangiatevi. Daltra parte non
possiamo nemmeno trascurare gli eccellenti valori di sicurezza
dei nostri Punti Nascita, altrimenti la statistica non è
piú una disciplina da considerare. Come risolvere questo
problema? Aggiungere medici e/o specialisti sembra che non sia
direttamente collegato al fattore sicurezza, sebbene tra la situazione
attuale di certi Punti Nascita (proprio come quello di Borgo Valsugana)
e lattuazione della Legge Bindi (che obbligherebbe TUTTI
gli ospedali minori, SENZA DISTINZIONE, ad assumere un ingente
numero di personale e mettere in piedi addirittura una rianimazione
neonatologica) vi sia una sensata via di mezzo, non crede? Ma
si potrebbe agire anche da un punto di vista assicurativo, incrementando
le coperture di medici e struttura ospedaliera di fronte ad eventuali
denunce che, comunque sia, non credo che siano allordine
del giorno e tanto meno lo saranno quando alla gente verranno
sbattute in faccia le statistiche sulla nati-mortalitá
e la mortalità perinatale della nostra regione di fronte
a tutte le altre e di fronte a quelle dei paesi piú sviluppati
del mondo. Per non parlare, poi, del beneficio che questi poveri
medici di prima linea avrebbero da uno sgravio burocratico che,
anziché passare gran parte della giornata a compilare inutili
scartoffie, potrebbe tornare a svolgere pienamente la loro professione
con serenità e piena efficienza oltreché potersi
tener aggiornati nella propria disciplina. Tutte possibili soluzioni
che, insieme anche a dei piccoli incentivi al personale piú
esposto, col minimo sforzo permetterebbero, addirittura,
di migliorare la già eccellente qualità dei Punti
Nascita trentini, a tutto vantaggio dei medici e, soprattutto,
della gente! Ripeto, con un minimo sforzo.
Oltre a ció, i dati sopra riportati smentiscono, a rigore
di logica, anche il fatto che piú nascite si hanno in un
Punto Nascita (come il Santa Chiara), piú professionalità
si crea. Il S.Chiara, infatti, secondo la tabella, ha assistito
ben 24000 parti in 21 anni, con una percentuale di insuccesso
del 0.42 per mille; mentre Borgo Valsugana, che ne ha assistiti
solo 4000, lo ha fatto con una percentuale di insuccesso
del 0.25 per mille, quasi la metá ! Perché ? Non
potrebbe aver a che fare con problemi di congestione di un ospedale
maggiore anziché di minor professionalitá ? Un pó
come il traffico cittadino, per intenderci
È solo
un ipotesi su dei dati che, a livello di sicurezza, sembrano piuttosto
a favore di alcuni dei Punti Nascita minori, altroché
!
Inoltre,
ripeto, è vero. Secondo il Piano sanitario nazionale 1998-2000,
le leggi e le raccomandazioni ufficiali prescrivono 24 ore
su 24 pediatra, anestesista e ostetrico anche negli ospedali di
I livello. Traducendo
6 pediatri, 6 anestesisti, 8
ostetrici a Tione, Borgo, Cavalese, Cles, Riva ed anche al S.
Camillo ! Legge totalmente astratta e campata in aria che non
puó assolutamente applicarsi a tutte le realtá italiane
e che, piuttosto, dati alla mano, avrebbe dovuto trarre preziosissime
informazioni tecnico-organizzative dallesempio della gestione
dei nostri Punti Nascita trentini. Rispettare tale controproducente
legge, significherebbe innanzitutto chiudere TUTTI i Punti Nascita
del Trentino con in piú il rischio di stravolgere in negativo
tutti gli eccellenti risultati sinora raggiunti. ASSURDO e pericolosamente
CONTROPRODUCENTE, soprattutto in unepoca in cui si tende
alla decentralizzazione anziché al contrario ! Lattuale
governo, al proposito, sembra seguire le tracce di quello precedente
in quanto, sul sito Internet del Ministero della Sanitá
(www.ministerosalute.it) si leggono, il giorno 23-10-2002, le
parole del Ministro dott. Sirchia:
Concludo portando solo qualche esempio di cosa
intendo per terapie avanzate cioè di alta qualificazione.
Cominciamo dal parto. Il parto è un evento naturale che
per secoli si è realizzato in casa o nelle comunità.
Il parto diventa un problema che richiede un intervento avanzato,
quando esiste o una complicanza nel parto stesso oppure una sofferenza
del feto. In questo caso per salvare il neonato, o la madre, noi
abbiamo bisogno di una neonatologia, quindi di una rianimazione
neonatologica, avanzata che richiede delle competenze mediche
e chirurgiche tali da poter trattare questo bambino che nasce
a volte del peso di soli 800 grammi e di farlo sopravvivere. Se
non abbiamo a disposizione un polo territoriale dove questa rianimazione
e questa neonatologia funzionino al meglio noi perderemmo il bambino.
E badate che ancora oggi, in Italia si perdono molti bambini per
questo preciso motivo cioè perché non abbiamo saputo
attrezzare al meglio un pronto soccorso pediatrico e una neonatologia
sufficientemente valida in ogni area del paese
Ma, ripeto, sarebbe controproducente generalizzare e, piuttosto,
trascurare leccellente esperienza tecnico-organizzativa
della nostra Provincia per quanto riguarda i Punti Nascita. I
dati parlano da soli !
A tutto ció va aggiunta unulteriore ed importante
considerazione. TUTTI i nostri ospedali minori sono sorti in punti
al centro di zone orograficamente disagevoli, dal punto di vista
delle comunicazioni viarie, quali possono essere, appunto, delle
zone montane dove le strade hanno molte curve, spesso nevica e
cè ghiaccio, etc (Borgo Valsugana, Tione, Cles, Cavalese)
o
delle zone fredde intorno ad un lago (Riva del Garda). Ci sará
stata una ragione per cui sono storicamente cresciuti dove sono,
no ? È vero, come si narra in alcuni quotidiani, che la
Valsugana (ma non il Tesino) hanno la ferrovia (non credo, comunque,
che il treno sia il mezzo adatto per il trasporto di una partoriente
soprattutto
nei casi durgenza) e la superstrada, ma rimane il fatto
concreto del tempo effettivo che ci si impiega per arrivare al
S.Chiara. Quello è il dato che, alla fine dei conti, conta.
Non meno di 1 ora da Borgo Valsugana nelle ore di punta (strozzamento
del traffico ai pressi di Trento, subito dopo Pergine Valsugana
in direzione Trento) e, di conseguenza, non meno di 1 ora e 30
minuti da Castello Tesino, oltretutto circondato, come molti altri
paesi del Trentino, da diverse frazioni con accesso ancor piú
arduo (leggasi duraturo o time-consuming). La permanenza
della neve e del ghiaccio sulle strade del Tesino (come, del resto,
in tutte le valli alpine e prealpine) nellarco dellanno,
è un fattore a tutti noto e che abbassa drasticamente il
livello di sicurezza delle persone, comprese le partorienti, urgenti
o meno che siano. Per ovviare a tutto ció, le degenze sarebbero
indubbiamente piú lunghe ed il grado di congestione a Trento
conseguentemente maggiore con inevitabili effetti sulla qualità
del servizio ed ulteriore disagio per i familiari.
Per
quanto riguarda il numero elevato di tagli cesarei (sembra una
moda diffusa un pó dappertutto al punto che lOrganizzazione
Mondiale della Sanitá cerca di ostacolare tale tendenza),
badi che non sempre svelano carenze ostetriche dei medici che
lavorano in un Punto Nascita, ma spesso nascondono la volontá
di molte donne per scansare, a ragione o a torto non
lo possiamo sapere noi maschi, il doloroso travaglio.
In sostanza, dott. Magnani, Le chiedo di rivedere insieme a tutto
il Consiglio e la Giunta Provinciale la situazione dei Punti Nascita
di TUTTI gli ospedali trentini nel tentativo di conservare questi
gioielli costruiti negli anni con tanta organizzazione, intelligenza
e sacrificio di molte persone al servizio della gente. TUTTI,
Le chiedo. Perché non è giusto ritoccare
le decisioni prese in precedenza per salvarne alcuni che si sono
fatti sentire maggiormente. Come ha sostenuto oggi su Il Trentino,
con grande senso di giustizia e democrazia (tanto più in
qualitá di ex-sindaco di Tione), il consigliere provinciale
Margherita Cogo :
Nella qualità di consigliere provinciale
desidero portare avanti questioni che riguardano l´intera
Provincia e per quanto riguarda i punti nascita vorrei battermi
per difendere i diritti delle donne, siano esse di Borgo Valsugana,
di Riva del Garda, di Tione, di Trento o di qualsiasi altra parte
del nostro territorio. Diritti riassumibili sostanzialmente nella
possibilità di poter partorire nelle condizioni di maggior
sicurezza e vicino alla propria famiglia
Abbiamo i piú elevati livelli di sicurezza nella nascita,
di tutta Italia e tra i piú alti nel mondo. Di conseguenza,
non possiamo che essere che un esempio per gli altri. Dati e,
soprattutto, buon senso alla mano
anche del nostro Ministro
della Sanitá.
So che ha gia ricevuto una/qualche lettera a sostegno del Punto
Nascita di Borgo Valsugana e, per quanto sia al corrente, dopo
la presente gliene arriveranno altre (mi auguro
molte altre).
La prego di ascoltare le ragioni di tutti
INDISCRIMINATAMENTE.
La ringrazio ed attendo una Sua risposta che verrá inserita,
a seguito della presente, nel dibattito sul sito www.valsugana.net/home/maternita
nonché, probabilmente, come giá avvenuto, sulla
rivista locale La Finestra.
La ringrazio tanto e cordiali saluti.
dott.
Massimo Cecconi
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Dino Pedrotti,
pediatra neonatologo |
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LA
TELENOVELA DEI PUNTI NASCITA: ORA C'E' BORGO
di Dino Pedrotti (31/10/2002)
Da diversi mesi stiamo assistendo ad una continua telenovela sui
punti nascita del Trentino. Io non so se ridere o piangere. Per
certi aspetti vedo che si rasenta il ridicolo, ma spesso scrollo
la testa e mi cadono le braccia. C'è un fatto dominante:
tutti parlano a favore di madri e nascituri, sia quelli che vogliono
abolire tutti i centri periferici, sia quelli che li vogliono mantenere
tutti. L'ultimo intervento è di Morandini (l'Adige del 24.10),
che difende la sala parto di Borgo in nome delle madri e dei nascituri
del Tesino, distante 50 km da Trento. Come sempre si affronta il
problema in modo emotivo, oppure si vuol difendere l'istituzione
o il prestigio della vallata; spesso vi si leggono anche aspetti
elettoralistici (qualcuno ha parlato del manuale Cincelli). Oppure
- come fanno i "tecnici" - si guarda in modo troppo freddo
e razionale.
L'8 giugno scorso la Giunta provinciale decideva di abolire tutti
i centri con meno di 500 nati all'anno (Cles no, con 500-510 nati),
sulla base di un freddo Documento del Dipartimento Materno Infantile.
Riva, Tione, Cavalese, Borgo erano considerati ospedali "a
rischio" per madri e neonati, ma senza documentare i rischi
attuali (per dire che una strada è "a rischio"
si elenca il numero degli incidenti e dei morti), senza pensare
che a Trento S. Chiara si sarebbero concentrati oltre 2500 nati
(di S. Camillo non si teneva conto nel Documento ) e soprattutto
senza considerare i bisogni di certe comunità di montagna.
In altre regioni di montagna nessuno pensa di eliminare Vipiteno
o Silandro (400 nati) in Alto Adige, Tolmezzo in Friuli (400 nati)
o Sondalo in Valtellina (300 nati). Ma qui da noi la Giunta ha voluto
correre troppo.
Già in giugno i politici trentini hanno cominciato a tranquillizzare
quelli di Riva (un po' più di 500 nati nel 2001, ma per il
crollo di Rovereto); poi hanno abbassato la quota minima a 300 per
salvare Cavalese (un po' più di 300 nati, ma solo negli ultimi
due anni) e infine hanno abbassato
ulteriormente la quota minima a 250 per salvare anche Tione (un
po' più di 250, ma con quasi 400 nati nel Comprensorio).
Di Tione ho scritto su questo giornale il 16 luglio scorso.
Ora si vorrebbe abbassare la quota a 200 per salvare anche Borgo.
Diverse persone mi scrivono perché difenda questo punto nascita,
così come ho fatto con Tione. Ma Borgo non è paragonabile
a Silandro, Tolmezzo, Vipiteno, Pieve di Cadore, Sondalo. E' importante
(così facemmo nel Dipartimento del 1992-95) valutare le distanze
da Trento in minuti più che in km. Il punto di vista deve
essere quello degli ultimi, dei paesi più lontani.
Le strade di montagna possono anche interrompersi; per questo è
indispensabile per Canazei avere a 30-40' Cavalese (+60' a Trento),
per Pejo avere a 30-40' Cles (+ 60' a Trento), per Lodrone avere
a 20' Tione (+ 60' a Trento). Da Molveno o da Luserna a Trento si
impiega circa un'ora, come dal Tesino a Trento. E' difficile difendere
Borgo, tanto più che già ora molte madri del Tesino
saltano Borgo e vengono a Trento.
Gli ostetrici di Tione e Cavalese potranno lavorare "in rete"
con Trento e Rovereto, ma a Borgo l'assistenza ostetrica è
svolta praticamente da chirurghi. Difficile potenziare Borgo, tanto
più che mancano sul mercato ostetrici, anestesisti, pediatri.
Tutti gli ospedali sono in crisi di numeri. Questo è il problema
dominante, non quello economico e nemmeno quello dei rischi per
madri e bambini.
Per recuperare diversi ostetrici può essere messo in discussione
solo il centro di Riva-Arco. La val di Ledro ha Riva-Arco a 20'-30';
se da Arco si arriverà in 20'-30' a Rovereto (tra 5 anni?),
allora anche Arco non avrà giustificazioni. Ma questo sarà
l'argomento di un'altra telenovela nel 2008.
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I
lupi e la Cenerentola del Trentino, di Massimo Cecconi
(La Palma 29-11-2002).
Caro dr. Pedrotti,
innanzitutto, se di tempi si tratta, bisogna essere precisi e
dire le cose come stanno. La statale della Valsugana e' stata
si potenziata, ma il risultato e' stato un maggior traffico (probabilmente
dal Veneto verso Trento e viceversa) cosicche' i tempi non hanno
minimamente subito miglioramenti rispetto al passato, anzi. Vi
sono ore di punta della giornata in cui da Borgo a Trento citta'
ci si impiega 1 ora secca (provato personalmente) ! +20 minuti
da Bieno, 30 minuti da Castello Tesino e 45 minuti da frazioni
limitrofe. Ovvero 45 minuti da Borgo (+60 minuti da Trento) dal
punto piu' remoto del comprensorio C3. Tutto cio'...IN CONDIZIONI
BUONE del manto stradale, altrimenti questi tempi lievitano, soprattutto
d'inverno dal Tesino ! Di quanto lievitino...non saprei proprio
dirle, ma potremo fare una prova...CONCRETA ! Quindi, se di tempi
si tratta, Bassa Valsugana e Tesino sono alla stessa stregua (se
non peggio) di altre valli a difficile accesso come quelle da
Lei descritte : XX minuti (+60 minuti da Trento). Solo che con
la soppressione di Borgo, una madre sita nel punto piu' remoto
del C3 ci impiegherebbe 1 ora e 45 minuti per arrivare al Punto
Nascita piu' vicino (ore di punta SENZA neve/ghiaccio/pioggia)
mentre una madre che viene da Canazei continuerebbe a mettercene
30-40', da Pejo 30-40', da Lodrone 20'. Le sembra giusto/opportuno
? Appunto....la Cenerentola del Trentino, come ha perfettamente
azzeccato il termine lassessore Morandini nella sua interrogazione
N.1601/XII ! Per quanto riguarda le donne tesine che vengono a
Trento, e' il solito problema della cattiva informazione. Come
risulta dai dati che mi ha gentilmente inviato, il Punto Nascita
di Borgo Valsugana e' il terzo piu' sicuro del Trentino. Se sapessero
questo, mi creda, Borgo recupererebbe una buona parte delle 100
madri del proprio comprensorio... E' la solita questione delle
credenze e, purtroppo, dei pregiudizi che, di fronte ai dati reali,
svanirebbero nel nulla. E ci sono altri motivi che spingono molte
madri ad andare in strutture esterne alla propria zona lavorativa,
ma non li dico.Glieli lascio immaginare (argomento troppo delicato).
Per quanto riguarda il prestigio della vallata di cui Lei parla
(ammesso che la Bassa Valsugana/Tesino ne abbia mai avuto uno)
ha toccato il fondo, mi creda. Il turismo nel Tesino ha subito
un crollo preoccupante, la Bassa Valsugana va bene per piantarci
acciaierie e centrali smaltimento rifiuti speciali, la chiusura
di parecchie fabbriche negli ultimi anni e la conseguente disoccupazione
stanno mettendo a dura prova parecchie famiglie che, di conseguenza,
ci pensano due volte prima di fare dei figli, abbattendo ulteriormente
la gia' drammatica natalita'. Se, ora, gli vengono sottratti anche
dei servizi gioiello, come il Punto Nascita di Borgo Valsugana,
semmai a favore della natalita', avrebbero tutte le ragioni per
manifestare il loro malumore ed impostare una protesta. Cosi'
come hanno fatto tutti gli altri. Alzando la voce ! Non crede
? Ha ragione Morandini a sostenere che la Bassa Valsugana/Tesino
fanno sempre la parte di Cenerentola nel Trentino. Sacrosante
parole ! Non e' questione di campanilismo ma di essere giusti
fra tutti.
Sugli aspetti elettoralistici di cui Lei parla...condivido pienamente.
Ma sapra' meglio di me che la politica funziona proprio cosi'.
Non illudiamoci. E' dai tempi degli antichi romani, e prima, che
funziona cosi'. Mica caschiamo dalle nuvole. Sono quindi contento
che siano scesi in campo Morandini, Muraro, Divina, Boso, Pallaoro,
Delladio, Cogo. E spero che se ne aggiungeranno altri, in buona
o "cattiva" fede. Sebbene Morandini e' da una vita che
fa battaglie in favore della Vita, compresi i Punti Nascita che,
mi consenta (alla Berlusconi), riguardano da vicino la Vita.
Oltre a cio', a rigor di logica, perche' le madri della zona di
Rovereto non si ripartiscono fra Trento e Riva/Arco, visto che
il Punto Nascita di Rovereto, oltre ad avere un livello di sicurezza
piu' basso, ha anche avuto un forte calo dei nati ed e' attaccato
sia a Trento che a Riva/Arco ? Forse solo perche' si trova in
un ospedale "importante"?
Sulla crisi dei numeri di medici reperibili sul mercato, non credo
che non vi sia una soluzione.
Ho sempre saputo dai tempi dell'universita' che Medicina era una
facolta' inflazionata, portando molti laureati a fare gli "informatori
medici" anziche' esercitare la professione per cui hanno
studiato tanti anni. Il problema, semmai, e' quello che si sono
voluti limitare i numeri dei concorsi...come nella ricerca in
generale e lo so per esperienza. Ma questo non vuol dire che non
ci sono. Caspita. Sono tutti spariti nel nulla ? Bisogna cercarli...BENE
ed a tutto campo !
La legge Bindi e' una legge campata in aria. Obbligherebbe TUTTI
gli ospedali minori a chiudere SUBITO ! Una giusta via di mezzo
c'e' tra assumere 6 pediatri, 6 anestesisti ed impiantare una
rianimazione neonatale. No ? E' vero. A Borgo sono prevalentemente
chirurghi ed il peso che sentono e' prevalentemente l'arrivo di
una denuncia per morte neonatale che sempre aleggia nell'aria
perche', come lei ha detto, il "rischio zero" non esiste,
da nessuna parte, nemmeno nel grande e super attrezzato S.Chiara
conosce la cronaca, no?). Una semplicissima soluzione per mettere
i loro animi in pace, potrebbe essere quella di pagare delle assicurazioni
che li coprano del tutto, anziche' doversele pagare loro...!!!
Le sembra giusto ? Se sbaglia un amministratore succede poco o
nulla. Se sbaglia un medico gli rovinano la vita. E' giusto ?
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