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a l u t e/maternità
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In
calo i nati, ma rinasce la questione Punti Nascita
(di
massimo cecconi La Palma - Spagna 19-02-2004)
Come previsto, dopo le elezioni provinciali, ritorna viva la questione
del Punto Nascite dell'Ospedale Civile S.Lorenzo di Borgo Valsugana.
Potenziarlo o sopprimerlo? Rimane tuttora quest'alone di dubbio.
Ma i sindaci del capoluogo valsuganotto fanno sentire la loro
voce e richiedono all’assessore Andreolli interventi a
tutto campo ai fini del suo potenziamento.
Dopo circa un anno di battaglie e, soprattutto, a ridosso delle
elezioni provinciali nell’autunno 2003, alla fine si decise
di sospendere la questione dei Punti Nascita degli ospedali periferici
minacciati di soppressione. Ora la vicenda riparte e chissà dove
arriverà. Le istituzioni locali stavolta sembrano essersi
impuntate per esigere quel potenziamento dell'ospedale valsuganotto
che non può essere che uno dei segnali che la Provincia
da ai cittadini della Bassa Valsugana e Tesino per provare la
propria volontà a non escluderla dai giochi del palazzo
in un momento difficile che sta attraversando dal punto di vista
economico,
ambientale
e demografico.
Quello che credo sia necessario tenere ben fisso in mente e’ proprio
questo : “Perché noi dovremmo essere penalizzati e
gli altri no? Oltretutto avendo dimostrato una qualità del
servizio che va oltre quella degli altri stessi ? ” Oppure,
per essere più ottimisti : “Perché gli altri
possono mantenere e potenziare il servizio anche con una qualità inferiore
e noi, che siamo già meglio, no?” Ma forse la politica
non ha una logica, sebbene con ciò non voglia dire che non
la si debba pretendere. Sì, perché, e torno a ripeterlo,
i dati relativi alla qualità del servizio del Punto Nascita
dell’Ospedale Civile S.Lorenzo di Borgo Valsugana sono tra
i primi tre migliori degli 8 nosocomi della Provincia. Altro che
favole! Non e’ vero che il grande ospedale cittadino garantisce
l’infallibilità. Infatti, nell’arco del 2003,
in un ospedale di una grossa cittadina veneta, due madri ed i rispettivi
bimbi sono morti “per parto”. Cosa che, oggigiorno,
non verrebbe MAI ammessa visto che l’Uomo oramai pretende
l’infallibilità che, invece, non c’è,
cari miei ! Né della Scienza né tanto meno della
Medicina.
L’inghippo di tutto questo ambaradan, che va oramai avanti
da alcuni anni, è secondo me più che semplice: una
legge sbagliata e la mentalità della gente.
Da una parte, la legge Bindi obbliga un reparto maternità ad
avere ginecologo, neonatologo e rianimatore 24 ore su 24. Il che,
dal punto di vista di organico, fa lievitare enormemente i costi
senza, comunque, che ciò garantisca quell’infallibilità che
oggi tutti pretendono. Se questa legge deve essere applicata contro
ogni buon senso e i soldi sono quelli che sono, beh, allora chiudiamo
tutti i punti nascita periferici e subiamone le conseguenze (sovraffollamento,
disagi e rischi per il trasporto dalle valli, maggiore probabilità di
scambio dei bimbi, ecc…). Altrimenti si cambi la legge e
si potenzino i reparti nei limiti logici sgravando l’attuale
personale medico soprattutto dalle responsabilità di un’eventuale
incidente durante il parto. Incidente che, voglio sottolineare
più di ogni altra cosa, può sempre avvenire.
Dall’altra parte, è proprio questo che la gente dovrebbe
capire. Il medico fa un giuramento che lo obbliga a svolgere la
sua professione con vocazione e dando il massimo di sè e
dell’attuale conoscenza. Non bisognerebbe subito saltargli
addosso al primo incidente di percorso. Alla fine, lui non se
la sente di accollarsi tale fardello, e le conseguenze sono sotto
i nostri occhi, ritorcendosi contro.
Quindi, da una parte ci sono le istituzione che dovrebbero rifare
una legge, dall’altra c’è la gente che deve
capire e cambiare la propria mentalità, essendo meno diffidente
ed in buona fede. Buon lavoro ad entrambi.
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I
punti nascita periferici sono arrivati a un "punto morto"?
di
(M. Cecconi)
Nei pellegrinaggi che i politici locali stanno
facendo nelle nostre valli per farci conoscere il loro
ricco programma
elettorale, si ricorderanno dei nostri piccoli ospedali,
dei nostri piccoli reparti e della grande umanità che accompagna
i piccoli staff di medici e infermieri nelle cure e attenzioni
a chi è costretto in un letto d'ospedale per eventi
più o meno lieti? Chiedetevelo sempre prima di dare
la vostra fiducia a chi deve garantire i vostri diritti di
cittadino/a.
La
questione sulla chiusura dei Punti Nascita degli ospedali
periferici è stata
da tempo sospesa ma non risolta con efficaci interventi sul
piano del potenziamento. Come se non bastasse, la legge sulla
famiglia, da tempo presentata da Pino Morandini che tuttora
protesta con un ininterrotto sit-in tutti i giorni in Consiglio
Provinciale, è stata vergognosamente ignorata. Oltre
a ciò, non si accenna minimamente ad una campagna natalità che
contrasti il crollo demografico della debole società italiana,
sempre piú priva di principi basilari e valori genuini
e, al contrario, stracolma di superficialità e cose
inutili.
Si avvicinano ora le elezioni per il rinnovo del Consiglio
della Provincia Autonoma di Trento e siamo già in
piena campagna elettorale. Cittadini d'Europa, italiani,
trentini. Seguiamo molto attentamente e con senso critico
questi due
mesi di campagna elettorale per spulciare i programmi presentati dalle varie
forze politiche e, di conseguenza, prendere la mira...di qualunque colore siano.
I figli e la famiglia sono il perno di qualunque società che vogliasi
definire civile e con un futuro! Su ciò non si scherza!
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Difesa
dei punti nascita periferici : reagire per progredire,
di Massimo Cecconi
Cari cittadini della Bassa Valsugana e Tesino, cari trentini delle
valli. Per circa 8 mesi ho seguito la vicenda dei Punti Nascita
periferici. Mi sono dedicato sia a difendere una causa che ritengo
giusta e sacrosanta sia a convincervi di ció.
Lettere, articoli, tabelle di dati, telefonate, e-mail, siti Internet,
forums, links. Tutti i possibili mezzi di comunicazione che mi potevano
permettere di portare avanti una battaglia da cosí lontano
(circa 4000 km) a difesa di un servizio (il Punto Nascite dellOspedale
Civile S.Lorenzo di Borgo Valsugana) per il quale mio padre, insieme
a tutto il personale del reparto, ha sacrificato unintera
vita. Servizio che tuttora i dottori Galligioni (attuale primario)
e Battisti e tutto il personale ostetrico stanno tenendo in piedi
con tanta dedizione, preoccupazioni, sovraccarico di lavoro e responsabilità
oltre i limiti. Persone che, combattendo in prima linea, avrebbero
per lo meno meritato di essere menzionate, insieme ad altre, nellarticolo
de Il Trentino - Valsugana e Primiero (É un giusto
risarcimento delle tante delusioni. Una lunga storia tra sviluppo
e vari rischi di ridimensionamento del 4-3-2003 di Sergio
Bonazza) relativo allottimo giudizio sul nostro ospedale,
espresso dopo unindagine del Tribunale del Malato fra tanti
nosocomi dItalia (sebbene io avrei parlato nel titolo di giusto
riconoscimento anzichè di giusto risarcimento,
il quale ultimo prevede qualcosa di piùconcreto che il semplice
mantenimento del servizio fino a Novembre. No ?).
La soppressione dei Punti Nascita periferici, ventilata lo scorso
giugno dalla nostra Provincia, era unoltraggio alle comunitá
montane minori e periferiche. Riva e Tione, primi interessati a
tale decapitazione insieme a Borgo, si sono prontamente
sollevati e continuano tuttora, sebbene con minor forza, a rivendicare
il potenziamento dei loro reparti di Ginecologia ed Ostetricia attraverso
Movimenti ed Associazioni locali nonostante il dietrofront provinciale
che ne ha sospeso la soppressione almeno fino a Novembre, guarda
caso
mese di elezioni provinciali. Le nostre due valli, sin
dallinizio, hanno invece ostentato pigrizia, per non dire
assenteismo, su tale vicenda, la cui gravitá, a quanto pare,
non hanno ben recepito. Per quanto riguarda Borgo, sembra dominare
una certa arrendevolezza o, che sarebbe ancora peggio, una certa
indifferenza al mantenimento e potenziamento di un servizio importantissimo
per il futuro di una comunita indubbiamente in crisi economica,
ambientale e, soprattutto, demografica.
Allo stesso Comune di Borgo inviai, circa tre mesi fa, come a tutti
i comuni del nostro Comprensorio, alcune e-mail con la preghiera
di diffondere tale causa sul Notiziario Comunale. Non ho ricevuto
risposta ma, in compenso, se sono stato bene informato, ogni famiglia
di Borgo ha ricevuto un questionario su come rivitalizzerebbe il
centro storico del paese...
Comunque sia, è stata una battaglia intensa, che ha occupato
parecchio del mio tempo libero, ma per la quale ci ho messo il cuore,
vi giuro, senza alcun interesse e col preziosissimo aiuto del direttore
della Finestra (devo veramente ringraziarla tanto, Armando), del
sito www.valsugana.net che ha ospitato parecchio materiale informativo,
alcuni forum, dati e documentazione specifici al riguardo e pochissimi
altri che hanno percepito tale ingiustizia.
Ora, peró, tiro i remi in barca non perché mi manchino
le forze, linventiva, la grinta o il coraggio per continuare
ma perché, dopo ben 8 mesi, mi sembra inverosimile che non
sia subentrato nessun altro a portare avanti tale battaglia con
incisività e, soprattutto, senza un tornaconto politico e/o
senza guardare egoisticamente al proprio orticello. Tuttavia non
mi commiato da questa battaglia senza una speranza, anzi. Voglio
essere ottimista sul fatto che vi sarà comunque qualcuno
che continui a difendere i propri diritti, quelli dei propri discendenti
nonchè delle valli, sempre penalizzate ed in sordina rispetto
ai grandi centri cittadini. Chiunque sia, non esiti a contattarmi
allindirizzo e-mail cecconi@tng.iac.es
per trasferirgli tutta la documentazione, dati, tabelle, etc
in
mio possesso su tale vicenda.
Ripeto per lennesima volta. Il Punto Nascita dellOspedale
Civile S.Lorenzo di Borgo Valsugana è statisticamente piazzato
al terzo posto (e nemmeno tanto distaccato da quelli che lo precedono)
in quanto a sicurezza nella nascita, una statistica di ben 20 anni
! Certo, i medici ed il personale di Borgo che vi lavorano non hanno
tanto tempo per farsi belli sulla stampa con tali ottimi risultati
(come, invece, hanno fatto e fanno tuttora altri ospedali maggiori
)
dovendosi dividere fra la Divisione di Chirurgia, quella di Ostetricia
ed il Pronto Soccorso ! E questo, a quanto pare, è uno sbaglio
perchè la gente non è a conoscenza dellottimo
livello di tale servizio e del grande impegno dei medici e del personale,
anzi, ne è sempre più ingiustificatamente diffidente.
Lo dico soprattutto alle donne, dirette interessate, in questo giorno
in cui scrivo, l8 marzo, perchè sono loro innanzitutto
che dovrebbero scendere in piazza a sostenere tale servizio e richiederne
a voce alta il potenziamento, per non ritrovarsi, loro o le loro
figlie, un giorno a dover percorrere rischiosi chilometri per andare
a partorire, magari durgenza, in un futuro unico Punto Nascita
cittadino.
Bene. Ritorno ora a scrutare lUniverso dai grandi occhi
posti in cima a questa piccola isola verde sperduta nellOceano
Atlantico nella speranza, comunque, abbassando lo sguardo dal cielo,
di cogliere una scossa della mia gente per difendere tutto ció
(non solo il Punto Nascita) che riguarda il proprio Futuro e quello
delle proprie valli. Coraggio!
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Punti
Nascita periferici: promesse, solo promesse. Vogliamo i fatti!
Non so se una campagna elettorale possa influire o meno su certe
uscite in pubblico degli eventuali candidati. Sicuramente la paga
ed i privilegi inclusi in una nomina a Consigliere Provinciale potrebbero
influenzare parecchi di noi. Fatto sta che su LADIGE del 21-01-2003
viene riportato un articolo dal titolo Il presidente Cristofolini
annuncia i temi "forti" per la sua ricandidatura alle
provinciali 2003. "Ecco il mio programma elettorale".
Facoltà di Medicina, parco scientifico-tecnologico, guide
alpine. Discutendo sul progetto di istituire una Facolta
di Medicina, lattuale Presidente del Consiglio Provinciale
si esprime in questi termini
Quanto alla facoltà
di medicina, io vedo in giro troppo pochi medici trentini. Si vogliono
punti nascita dappertutto, e poi manca il personale
.
Dando con cio sicuramente prova di essere al corrente del
polverone che, dallo scorso giugno a questa parte, si e sollevato
in tutto il Trentino sulla questione dei Punti Nascita periferici
ma anche lasciando emergere dalla sua espressione il Cristofolini-pensiero
sullattuale sistema neonatale in Provincia. Si. Proprio
quel sistema tecnico-organizzativo neonatale che ha portato le sale
parto trentine ai piu elevati livelli di sicurezza dItalia
e fra i piu alti nel mondo. Altro che storie. I diktat dellOMS,
di cui Cristofolini stesso accenna su una sua controbattuta a Luigi
Casanova su Questo Trentino (n° 15 del 14.9.2002), per il Trentino
non valgono. Anzi, lOMS stessa, nonche anche il nostro
Stato, dovrebbero assurgere il sistema tecnico-organizzativo neonatale
trentino a modello per gli altri. Semplicemente perche
lo
dicono i numeri e le tabelle. E assurdo attaccare la difesa
dei Punti Nascita periferici sostenendo che non ci sono medici trentini,
caro Cristofolini. Si rende conto che siamo su suolo italiano ed
i medici possono avere qualunque provenienza. Scherziamo? Certo
e che, invece che forzare il processo di aziendalizzazione
della sanita pubblica, stimolando fra laltro primari
e medici a corsi per manager (ridicolo), bisognerebbe
forse darsi maggiormente da fare per rintracciarli e dare loro maggiori
incentivi e/o rinforzi o, per lo meno, lasciarli in pace di fare
il loro mestiere in modo sicuro (gia sarebbe qualcosa) senza
sommergerli di avulsa burocrazia che li toglie dal contatto col
malato ed il bisognoso, il vero compito di un medico e di un infermiere.
E daccordo?
Lassessore Magnani ha sospeso la soppressione dei Punti Nascita
di Borgo, Tione e Riva ma
momentaneamente. Almeno fino al novembre
2003, mese di elezioni provinciali. Infatti, prendere una tale decisione
impopolare, appunto la chiusura di alcuni Punti Nascita periferici,
sarebbe elettoralisticamente controproducente. Meglio, semmai, prenderla
dopo e, alla peggio, lasciare questa patata bollente allavversario
politico. Ora, io dico. Bianco, nero o rosso che sia, non importa.
Le valli si sono sentite offese da quella decisione di togliere
loro un importantissimo servizio sociale, il Punto Nascite. Lo testimoniano
le proteste arrivate un po da ovunque ai vertici della Provincia,
costretta ad un temporaneo dietro-front. Tuttavia quei Punti Nascita
penalizzati sono tuttora in seria crisi di risorse. A Tione si sta
trasferendo lattuale primario Zucchelli; a Riva cera
lottimo primario Ioppi che ora e stato trasferito nella
ben piu importante Rovereto per farle recuperare numeri di
parti (a danno di Riva, ovviamente) e che sta facendo spola tra
i due reparti con sede fissa, pero, gia a Rovereto;
a Borgo ce il personale ostetrico ridotto allosso
e preso in affitto dalla Divisione di Chirurgia (come
nel caso di Tione). Gli eccellenti risultati ottenuti in tutti questi
anni dalla rete neonatale trentina, esempio per tutta Italia e per
gran parte del Mondo, sono stati ottenuti con la collaborazione
ed il sacrificio di tutti ma, in particolar modo, di questi centri
periferici costretti a dividersi in quattro con, oltretutto, meno
risorse dei piu grandi. E, peggio ancora, col
rischio di essere diffamati sui giornali da certa gente ignorante
appena capita qualche inconveniente del mestiere. Cosi come
successe allinizio del 2000 quando al Punto Nascita dellOspedale
Civile S.Lorenzo di Borgo Valsugana vi fu un grave caso di asfissia
neonatale. I giornali, allora, titolarono Si nasce a rischio
nelle vallate e poi Mamme, perché rischiare?
e, rincarando la dose, Chiudere i centri piccoli e poco attrezzati,
col discutibile messaggio che solo a Trento cè sicurezza!
Risultato? Lo ripeto. Come riportato da Il Trentino lo scorso 12
novembre, i Punti Nascita periferici sono stati
"massacrati"
soprattutto dagli addetti ai lavori che hanno contrapposto l'efficienza
dell'ospedale Santa Chiara ai rischi per la madre e per il bambino
nei punti nascita degli ospedali di Cles, Cavalese, Tione e Borgo,
incapaci di garantire un'assistenza di qualità in caso di
emergenza. E giusto questo? Quando si pensa che tali
tristi casi possono avvenire ed avvengono in un qualunque altro
Punto Nascita. Nessun Punto Nascita ha rischio zero.
Tuttavia quello che importa e che il nostro sistema si e
rivelato un grande successo offrendo oltretutto alla gente delle
comunita montane di valle una comoda alternativa al difficile
e problematico trasferimento in citta.
Per farla breve. Il presidente Dellai e lassessore Magnani
devono dire chiaro e tondo ai trentini cosa intendono fare ORA dei
Punti Nascita periferici. Non possono rassicurare i rappresentanti
del Comitato di Distretto Sanitario della Bassa Valsugana e Tesino
dicendo che la Provincia non ha mai avuto intenzione di chiudere
i Punti Nascita periferici, nemmeno quello di Borgo (riunione in
Provincia del 06-11-02) e pochi giorni dopo si parla su Il Trentino
(14-11-02) del progetto del nuovo ospedale cittadino (nella cui
commissione-gruppo di lavoro ce anche Magnani) che dovrebbe
ospitare tutte le partorienti trentine a causa delleventuale
soppressione dei Punti Nascita periferici. Non e una continua
contraddizione? Siamo in campagna elettorale. Se lattuale
Giunta non vuole prendere ORA seri e concreti provvedimenti volti
a rafforzare gli attuali Punti Nascita di Borgo, Tione e Riva che
almeno dica coraggiosamente chiaro e tondo ai trentini cosa ne ha
intenzione di fare. Stessa cosa che, sia chiaro, devono fare i candidati
dellalternanza. Il popolo ha il diritto di saperlo per prendere
la mira!
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A suon di
parti, di Massimo Cecconi (La Palma 13-12-2002)
I Punti Nascita dei piú grandi ospedali
trentini si autoelogiano a suon di parti in una vera e propria
campagna promozionale per mettere le mani avanti di
fronte ad una prossima possibile chiusura di tutti, eccetto quello
del Santa Chiara e/o del futuro iper-avveniristico nuovo ospedale
cittadino. Sintende.
Dopo il dietrofront della Giunta Provinciale relativamente alla
sua originaria decisione di sopprimere i Punti Nascite di alcuni
ospedali periferici (Tione, Riva e Borgo), completato in una riunione
del 6 novembre con i rappresentanti amministrativi del Comitato
di Distretto Sanitario del C3, dove sono abbondate PAROLE di rassicurazione
da parte di Dellai e Magnani sul mantenimento anche di quello
di Borgo Valsugana, sorgono sempre piú dubbi sulla veridicità
di tali promesse e sulla reale volontá di potenziare anziché
semplicemente mantenere se non addirittura sopprimere un servizio
tanto importante per le famiglie. Da numerosissimi articoli/interviste
riportati dalla stampa locale (vedasi al riguardo la Rassegna
stampa riportata su tale sito) risulta ora sempre piú evidente
che tali perplessitá si stanno diffondendo a macchia dolio
(Lega Nord, amministratori locali e componenti di vari Movimenti
di Tione, Riva e Borgo) e che le promesse del nostro assessore
siano state per lo piú dettate da scopi elettoralistici.
Non per nulla, nel novembre 2003 ci saranno le elezioni provinciali
e prendere la decisione di sopprimere dei Punti Nascite nelle
valli è indubbiamente unazione impopolare e controproducente
dal punto di vista di una campagna elettorale
Del tutto lecito,
per caritá ! Ma qui stiamo parlando di eliminare o mantenere/potenziare
un servizio sociale BASILARE per una campagna pro-natalità
in una regione dove la crescita demografica ha valori preoccupanti
ed indice di uno smisurato spopolamento/invecchiamento delle nostre
zone. Non stiamo parlando di strade o autostrade, ma del futuro
delle nostre valli.
Allo stesso tempo (si legga pure la cronaca recente) i Punti Nascite
degli ospedali piú grandi (S.Camillo di Trento e Santa
Maria del Carmine di Rovereto) si stanno muovendo in una campagna
promozionale autoelogiativa a suon di parti per mettersi in mostra
di fronte ad un futuro tanto incerto anche per loro.
In poche parole, la sensazione è che tutti tirino lacqua
al proprio mulino, badando al proprio orticello, ignorando la
maggior portata che avrebbe unazione congiunta della protesta.
Sará questo il prossimo tentativo
arduo in un paese
dove i campanilismi e linvidia sono ancora molto forti.
Perché tutto questo ? Perché i nostri Punti Nascite
sono VERAMENTE a rischio chiusura.
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Soppressione
dei Punti Nascite periferici : SI o NO ? Non menateci per il naso
! (di M. Cecconi 18 novembre, 2002) Il
Comunicato Stampa PAT relativo alla recente riunione del 06-11-2002
tra il presidente Dellai, lassessore Magnani ed il Comitato
di distretto della Bassa Valsugana/Tesino capeggiato da Laura Froner,
rende pubbliche le dichiarazioni dei due consiglieri provinciali
di non aver mai deciso di chiudere il Punto Nascite di Borgo.
Sul quotidiano Il Trentino del 13-11-2002, la Lega Nord si manifesta
soddisfatta del dietro-front provinciale dalla sua iniziale posizione
e lo attribuisce innanzitutto a scopi elettoralistici poiché
le elezioni Provinciali sono vicine e prendere decisioni impopolari
sarebbe elettoristicamente controproducente
Laura Froner, intanto, in un incontro con i rappresentanti dellassociazione
Osservatorio Valsugana, dichiara su Il Trentino del 14-11-2002 Sono
convinta che si debba sempre progettare prima di proporre, e in
tal senso mi sono battuta anche in difesa del punto nascita dell'Ospedale
di Borgo". La coerenza, del resto, appartiene solo agli ottusi..
Nello stesso giornale (stesso giorno), sulla cronaca di Trento,
compare daltra parte un lungo articolo dal titolo Nuovo
ospedale con neurochirurgia. Assorbirà anche i punti nascita
delle strutture distrettuali di valle. Dunque
menati
per il naso ? Consci di ciò, inizia da oggi un potenziamento
della campagna già in atto per sensibilizzare la gente delle
valli a tenersi stretti dei servizi di zona conquistati in tanti
anni e con tanti sacrifici.
Soprattutto noi della Valsugana, continuo ricettacolo di inquinanti
industrie e centrali smaltimento di rifiuti speciali (proprio in
questi giorni il capoluogo trentino si sta sollevando per protestare
contro la costruzione di un mega inceneritore vicino ad esso
),
vittima di una preoccupante depressione economica, con disoccupazione
e crollo del turismo. Se poi, ci chiudono anche il Punto Nascite
che, se vogliamo, potrebbe essere il punto di partenza per ripopolare
e potenziare le due valli, allora la loro fine è praticamente
segnata. Ed a questo ci opponiamo, cercando appunto di farlo capire
alla gente. Anche con dati alla mano, in quanto è statisticamente
provato che il Punto Nascite di Borgo Valsugana è il terzo
Reparto Maternità più sicuro del Trentino e, di conseguenza,
di tutta Italia e tra i più sicuri nel mondo
dati alla
mano!!
Se vuoi
rendere pubblica la tua opinione attraverso
le pagine online di www.valsugana.net scrivi alla nostra redazione.
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Comunicato
ricevuto dall'Ufficio stampa della Provincia di Trento
il 6 novembre 2002- Il presidente Dellai e gli assessori Magnani
e Muraro con gli amministratori locali.
"La Provincia non ha mai deciso di chiudere il punto
nascita di Borgo".
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Valsugana,
la "Cenerentola" del Trentino. Il malumore nella valle
cresce e le istituzioni indietreggiano. (di M.Cecconi
04/11/02)
Il Punto
Nascite dell'ospedale San Lorenzo è il terzo Reparto Maternità
più sicuro del Trentino. Lo dicono i dati statistici dal
1979-1999 (Il Neonato Trentino Volumi 1-2-3-4). Né l'ospedale
maggiore di Trento né quello di Rovereto hanno un Reparto
maternità tanto sicuro e, tanto meno, così accogliente
e dalla dimensione umana. Allora, perché
chiudere? E perchè, dopo la protesta delle altre
valli, la Provincia ha deciso di salvare TUTTI gli altri Reparti
maternità minori ma NON il nostro ? Come ha detto
l'assessore Morandini in una recente interrogazione, siamo sempre
la Cenerentola del Trentino? Accettiamo che ci propinino le acciaierie
e le centrali di smaltimento rifiuti speciali intossicando tutta
una valle? Grazie all'incalzante serie di informazioni, lettere
ed interrogazioni di questi ultimi giorni riguardo la possibile
chiusura del nostro Punto Nascite, cresce il malcontento in Bassa
Valsugana e Tesino. Le istituzioni politiche di Borgo, sindaco e
maggioranza in primis, tornano sui loro passi e difendono ora questo
importante servizio alle due valli. Pare che non si tratti più
di una questione di sicurezza (visto che i dati lo danno come il
terzo fra tutti i Reparti Maternità del Trentino in termini
di sicurezza). E ora dicono la loro anche i Consiglieri Provinciali
Morandini, Muraro, Boso, Pallaoro e Cogo. (M.C. 04/11/02)
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"Il
mondo necessita di menti e di cuori aperti, non di rigidi sistemi,
vecchi o nuovi che siano"
(Bertrand
Russell)
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Lettera
di Massimo Cecconi al sindaco
Laura Froner 
Cara Laura,
Ti sembrerá un po' strano ricevere una mia lettera, ma la
circostanza ha spinto la mia coscienza a farlo. Ora tu rappresenti
nuovamente la comunitá di Borgo, nucleo nevralgico della
Bassa Valsugana, per cui mi sembra giusto dirigere questa mia protesta
verso il suo primo cittadino, nella speranza che se ne faccia portavoce
e la sostenga.
Anche tu conoscerai la storia del nostro ospedale, unospedale
cresciuto negli anni con la fatica ed il sacrificio di tante persone.

1990 - il Prof. Cecconi,
primario
del reparto Chirurgia dell'Ospedale San Lorenzo,
inaugura le nuove sale operatorie
Mio padre si è dedicato tutto sé stesso alla Medicina.
Alla chirurgia ed allostetricia, innanzitutto. Lo ha sempre
fatto con spontaneo entusiasmo, vocazione ed umanitá, con
uno spirito che io credo daltri tempi. Ció gli ha comportato
molto sacrificio, privandoci anche spesso della sua presenza in
famiglia. Quasi tutte le domeniche mattine dellanno usciva
di casa per andare a salutare i suoi malati, e numerose notti fonde
saltava giú dal letto per precipitarsi in sala operatoria,
senza sbuffare, con convinzione, pensando "speriamo di arrivare
in tempo e di potercela fare". È stato duro soprattutto
nei primi tempi in cui, con il dr. Galligioni e pochissimi collaboratori,
ha affrontato un mare di interventi. Lo stesso che, nel reparto
di Medicina, veniva fatto con la stessa filosofia dal dr. Girotto
ed il suo esiguo team. So quanto mio padre ha lottato per quel Reparto
Maternità tanto utile per le donne (e per le loro famiglie
di conseguenza) della Bassa Valsugana e, soprattutto, della "scomoda"
valle del Tesino. Lui ha sempre creduto nei figli e nella Famiglia,
tanto da condizionarmene fortemente nella sua difesa e propaganda.
Ora, la notizia della decisione della nostra progredita provincia
di chiudere tre Reparti Maternità, tra cui quello dellospedale
di Borgo, è giunta in me come un gesto di ingratitudine verso
mio padre e tutti coloro che, con lui, si sono rimboccati le maniche
per portare questo importante centro nella nostra valle sfortunata
ed eternamente assopita in un alone di rassegnazione in preda alla
mentalitá di molte donne (ed uomini) che preferiscono recarsi
nellospedale del capoluogo in quanto piú servito, sicuro,
professionale, allavanguardia, etc.,etc., che, certamente,
non ha contribuito a contrastare questa triste ed ingiusta decisione.
Un pó di colpa ce lhanno anche i nostri valligiani,
senza dubbio, e ne conosco di gente con la "puzza sotto il
naso", credimi. Ma questo è un problema di tutte le
zone "minori".
Anche qui a La Palma, isola minore dellarcipelago canario
dove lavoro da ormai due anni, trovi gente che ti dice di andare
a Tenerife o Gran Canaria se ti dovesse capitare qualcosa relativo
alla salute. Peró intanto lospedale dellisola
è nuovo di zecca, cresce e funziona, soprattutto il Reparto
Maternità (qui infatti fanno molti figli)! Gli ospedali
maggiori di Tenerife e Gran Canaria, ovviamente, ne traggono vantaggio
È la mentalità regressiva di certi individui che
non capiscono che dentro un tale servizio ci sono persone che
si fanno in quattro per migliorare e dare il massimo alla propria
gente, magari accorciandosi pure la vita, oltretutto ignare del
fatto che, statisticamente, la nati-mortalità e la mortalità
perinatale sono percentualmente uguali in tutti gli ospedali della
regione (la seconda piú bassa dItalia!!!), senza
distinzione alcuna. La statistica non è una scienza, certo,
ma da interessanti indicazioni.
Credimi,
Laura. Questa decisione è arrivata in me come una pugnalata
al cuore, la stessa che, ne sono convinto, è giunta alla
schiena a mio padre. Sai cosa ho pensato quando lho saputo?
"Bella riconoscenza dopo pochi mesi dalla sua morte".
Si, bella riconoscenza alla sua dedizione, per tanti anni, alla
gente della nostra valle che, per lennesima volta, sembra
che metta la coda fra le gambe e subisca i soprusi altrui. È
troppo semplicistico tirare in ballo la scarsa natalitá.
Non è un valido motivo per chiudere un servizio cosí
vitale per una comunitá sempre tartassata.
Ci
si impegni piuttosto a promuoverne la Famiglia e la sua assistenza,
visto che si fanno sempre meno figli, rischiando di estinguere
il nostro popolo e la nostra cultura ! Perché le acciaierie
e le centrali smaltimento rifiuti speciali, sí! Ed i Reparti
Maternitá, no! Perché Morte, sí! Vita, no
! Perché alla fine questa è la sostanza. Possibile
che dobbiamo sempre subire fregature? Alla fine, cosí,
una valle muore! Ci si dovrebbe piuttosto impegnare a mettere
i medici nelle condizioni di esercitare al meglio la loro professione,
non a sommergerli di assurde incombenze burocratiche. Concreta
assistenza al malato, non inutili scartoffie ! Per diamine! Perché,
un giorno, potremo essere noi stessi a pagarne le conseguenze
Sono
contento che il Reparto Maternità di Riva rimarrá
aperto. Una reazione forte ed intelligente. Ma ti prego, come
primo rappresentante della nostra valle, di fare il possibile
per ottenere lo stesso risultato per il nostro ospedale. Cerca
di convincere la gente della necessitá di conservare questa
nostra conquista, questo prezioso gioiello. Cerca, in mezzo a
tanta rassegnazione ed incapacità di reagire, di recuperare
un traguardo importante per il quale, ne sono certo, mio padre
credeva con tutto se stesso in nome della Vita e del Futuro.
La
mia delusione è tanta e, ne sono certo, quella di mio padre
lo sarebbe ancor di piú. È come se questa rassegnazione
ed ingratitudine spingessero ancor piú a fondo nella terra
la sua bara. Ma io, in suo nome e per onorarne il ricordo, non
nascondo la testa sotto le ali, anzi, la stima che avevo in lui
mi spinge a fare qualcosa, a protestare per oppormi ad un' ingiustizia.
Nel mio piccolo, ma devo! Sto inviando parecchie lettere simili
a questa, piú o meno personalizzate, chiedendo appoggio
alla mia protesta affinché divenga contestazione che, seppur
da lontano, spero possa contrastare questa ingiusta decisione
provinciale. Se la gente della Bassa Valsugana e del Tesino sono
sinceramente riconoscenti verso loperato d'una vita di mio
padre, impediscano questo sopruso. Proviamoci tutti insieme, per
mio padre e per la nostra comunitá !
Con
lottimismo e la speranza che sempre mi accompagnano, ti
ringrazio. Auguri per il tuo mandato e sempre in gamba.
Massimo
Cecconi
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Laura Froner
sindaco di
Borgo Valsugana
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Risponde
Laura Froner, sindaco di Borgo Valsugana 
Caro Massimo,
ti
ringrazio per la lettera che mi hai inviato, vibrante d'amore e
di gratitudine per un padre che non si è risparmiato per
il bene della sua comunità. Ti assicuro che in Valsugana
il nome di tuo padre suscita in chiunque l'abbia conosciuto sentimenti
di stima e di grande riconoscenza.
Nel leggere il ricordo dei sacrifici che tuo padre ha affrontato
per il bene dei suoi pazienti, il mio pensiero va a quanti oggi
seguono le sue orme: anche oggi le difficoltà sono spesso
affrontate mettendo la propria vita privata in secondo piano rispetto
alle necessità dei pazienti e se questo è vero per
tutti i reparti, lo è ancora di più per il reparto
di ostetricia. Il servizio offerto dall'ospedale di Borgo è
buono, il clima è familiare e carico di umanità, ma
innegabilmente tutto poggia sulla disponibilità di poche
persone, sottoposte ad un carico di lavoro simile a quello che tu
hai visto portare da tuo padre.
A rendere ancora più precaria la situazione sono gli standard
minimi di sicurezza previsti delle normative nazionali e provinciali
che sono cambiate per garantire la sicurezza che tutti chiedono
a gran voce: se prima bastava un medico reperibile, ora devono esserci
un ginecologo sempre presente, un anestesista, un neonatologo...
Nessun genitore sarebbe disposto a perdonare l'assenza di una di
queste persone se durante il parto qualcosa non dovesse andare per
il verso giusto. È necessario quindi garantire sicurezza
a madre e bambino e sottrarre il personale dal pericolo di venir
denunciato per il mancato rispetto degli standard minimi.
Ci sono solo due modi per togliere il reparto di Borgo da questa
situazione di precarietà: potenziare o chiudere.
Arriviamo quindi alla questione dei numeri: 200 parti all'anno non
significano neppure un parto al giorno. Anche se la Provincia trovasse
i fondi per pagare la decina di medici in più che servono,
e qualora tutte le donne della valle rimanessero in zona per dare
la luce ai loro figli, è comunque difficile pensare che un
professionista preparato sceglierebbe Borgo per lavorare.
La difficoltà di reperimento di medici con esperienza e preparazione
è quanto mai reale e nel reparto di ostetricia di Borgo l'hanno
già sperimentata cercando un aiuto per i medici che ci lavorano.
È molto probabile che un investimento enorme di risorse anziché
sicurezza e tranquillità porterebbe altra precarietà.
L' evento della nascita, delicato e degno della massima attenzione
e sicurezza, è seguito da un "dopo" non altrettanto
considerato, spesso anche per i grossi investimenti che il momento
della nascita assorbe. La nostra zona non è servita dalle
ostetriche sul territorio che dovrebbero seguire la madre nelle
prime cure del bambino, favorire il corretto avvio dell'allattamento,
sostenere la donna spesso soggetta a crisi post-parto e, qualora
necessario, indirizzarla alle strutture in grado di affrontare i
casi più gravi. Alle
donne di Borgo verrà probabilmente chiesto di partorire a
Trento, dove è possibile garantire la massima sicurezza per
loro e per i loro bambini, ma gli impegni che mi sento sicuramente
di assumere sono quelli di far trovare sia alle gestanti, che alle
mamme e ai loro bambini al rientro nella nostra comunità
un ambiente che si prenda cura di loro, che li accompagni nel periodo
successivo al parto con competenza e professionalità. Mi
impegnerò inoltre affinché venga attivato un day ospital
ostetrico e perché i parti urgenti, cesarei o naturali che
siano, trovino un felice epilogo a Borgo. Non da ultimo mi impegnerò
perché le potenzialità dell'ospedale di Borgo vengano
valorizzate e messe al servizio di tutta la popolazione provinciale.
Non ho la presunzione di averti convinto o tranquillizzato con queste
poche righe. Spero solo di averti rassicurato sul fatto che l'Ospedale
di Borgo preme molto anche a me, sia a livello personale che come
rappresentante della mia comunità, così come ho a
cuore la salute e il benessere dei miei concittadini, anche di quelli
che devono ancora nascere.Ti ringrazio per gli auguri e ti saluto.
Laura Froner
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Massimo
Cecconi
astronomo
al TNG
Isole Canarie

Telescopio Nazionale Galilei
Isola di La Palma
Canarie-Spagna
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Controrisposta
di Massimo Cecconi

Cara Laura.
Col cuore ti ringrazio per le belle e sincere parole di stima verso
mio padre. Però, con la la mente, continuo ad oppormi a quanto
hai controbattuto, caratterizzato da un tono di rassegnazione che
non mi giunge nuovo e che insisto a voler contrastare.
So che le numerose lettere da me inviate hanno "colpito"
nel profondo e ciò, del resto, era il mio obiettivo. E tu
ne sei unaltra conferma. C'è già gente che si
sta muovendo per smuovere gli animi e che sta contattando personalità
politiche d'alto livello nella speranza di andare più nella
direzione, costruttiva, di "potenziare" anzichè
in quella, riduttiva, di "chiudere". Nella direzione di
guadagnare anziche in quella di perdere, di migliorare anziche
di subire lennesimo torto nella nostra valle! Gente che ne
parla e che vuole combattere, non nascondere la testa sotto le ali.
Nel leggere l'articolo del dr. Battisti nel N.3-4 2000 di Neonatologia
Trentina "Borgo Valsugana : un punto nascita con molte difficoltà",
che sostengo pienamente, condivido filo per segno quanto hai detto
sulla deficienza di personale per mettersi a norma e sgravare quello
esistente, anche da eventuali denunce che, comunque, per quanto
bravo un medico possa essere, possono sempre arrivare. Del resto,
per quanto riguarda i parti, ti ripeto, la nati-mortalità
e la mortalità prenatale nei nostri ospedali sono i piu
bassi dItalia, bassissimi !
La gente questo non lo sa (ma conosce vita, morte e miracoli dei
protagonisti de Il Grande Fratello
). É possibile che
ce la tiriamo tanto? Capisco che un giorno potrebbe capitare anche
a me, però sono certo che non me la prenderei se i medici
avessero fatto del loro meglio. Ed un vero medico fa sempre, per
sacro giuramento, del suo meglio ! Evidentemente ci sono dei motivi
interni che hanno contribuito a questa decisione, ma non sono sufficienti
per arrendersi.
Credo che non manchino nè i medici (ma sai quanti laureati
e specializzati sono tristemente ridotti, dopo tanti anni di studio,
ad andare per strada a fare gli "informatori medici" ?)
nè i soldi e qui ti potrei fare un elenco infinito di quante
cose inutili vengono finanziate dalla nostra progredita Provincia
(la storia degli orsi che pericolosamente si stanno avvicinando
alle abitazioni e del numeroso personale e mezzi per la necessaria
sorveglianza, non ultima fra le tante
).
Dunque, i medici ci sono (e si "abbasserebbero" a venire
in un paese "sfigato" come Borgo, credimi. Mica tutti
se la tirano, per diamine!) ed i soldi anche. Perché, allora,
chiudere ? Perche siamo in Valsugana, Bassa Valsugana, oltretutto.
Da noi si possono impiantare le acciaierie, le centrali di smaltimento
rifiuti speciali, per non parlare di fabbriche ad altissimo contenuto
tossico, poi fortunatamente chiuse. I servizi, invece, se li prendono
gli altri, Trento in primo luogo. Quanti soldi credi che potrà
costare la mega ristrutturazione/ampliamento del S.Chiara a Trento
? Era necessario ? Magari si, ma perché Borgo no ? E perché
chiudere un Reparto Maternita in un punto geografico logisticamente
critico ? Laura, i soldi ci sono ! Dipende chi fa la voce più
grossa per prendersene.
Per quanto riguarda la penalizzazione del medico. Beh, è
una cosa che riguarda tutti i lavori, credo. Certo, un medico ha
a che fare con la vita delle persone e sarebbe giusto, ammesso che
sia dotato di senso di responsabilità e faccia il suo operato
in buona fede, coprirlo con un' adeguata assicurazione. Ma, forse,
questo già si fa.
Per quanto riguarda i numeri, anche un parto ogni due giorni sarebbe
più che sufficiente a giustificare un Reparto di Maternità
nella nostra valle. Sai quante mamme non ne vogliono sapere di andare
in ospedale troppi giorni prima di partorire? É una rottura,
una noia mortale. Del resto, se il primo centro di assistenza al
parto si trova in tanta malora (e quelli del Tesino si ritroverebbero
ancor peggio) dovrebbero ricoverarti con più giorni di anticipo
per ridurre i rischi. Il che implica, appunto, più malessere
per la donna e più costi per una degenza più lunga,
per non parlare di più frequenti trasporti in elicottero
!! Stringi, stringi, a livello di risparmio sarebbe un disastro.
Pensando di risparmiare, invece, ti accorgi di spendere di più!
Per quanto riguarda la delicatezza ed i rischi comunque insiti nellevento
della nascita, questo te la dice lunga su quanto sia molto più
importante investire in mezzi e persone per affrontarlo al meglio.
Per il "dopo" nascita, che tu invece sostieni, bisogna
lavorare solo a livello di educazione, che non costa nulla se fatta
dai genitori stessi. Al più si organizza una conferenza con
degli esperti. Per avviare una donna allallattamento, a parte
listinto (digli poco), sono sempre stati sufficienti le basilari
informazioni delle ostetriche dello stesso Reparto e gli scambi
con le amiche, per Dio. Per le crisi post-partum (altrettanto naturale)
è sufficiente lintelligenza ed il sostegno dei padri.
Santo Iddio! E poi, per il day-hospital ostetrico ci sarebbe comunque
bisogno di personale a norma, no ? E allora ?
Per farla breve. Meglio Reparti di Maternità che producano
bambini che orsi che ce li mangino
Sempre in gamba. Ciao.
Massimo
Cecconi
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Sergio
Muraro
Assessore ai
lavori pubblici della Provincia Autonoma
di
Trento
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Salviamo
il reparto maternità dell'ospedale di Borgo Valsugana 
Lettera
di Sergio Muraro, assessore ai lavori pubblici della Provincia Autonoma
di Trento.
Con piacere ho visto lattenzione che la Finestra
ha riservato alla possibile chiusura del reparto maternità
dellOspedale Civile San Lorenzo di Borgo Valsugana.
Voglio quindi come amministratore raccogliere linvito del
direttore Armando Munaò a rendere pubbliche le mie riflessioni
sulla questione. Anche se, voglio sottolinearlo, in Giunta provinciale
ho più volte esplicitato la mia contrarietà su tale
possibilità di soppressione del reparto.
Contrarietà fondata sul fatto che la citata eventualità
non può basarsi esclusivamente sulle carenze di personale
e la bassa natalità.
Il problema deve essere inserito in un contesto più ampio
come in parte ha fatto, con mio immenso piacere, il dott. Massimo
Cecconi figlio del compianto ed indimenticabile prof. Franco Cecconi.
Bisogna in primo luogo considerare limportanza che la presenza
di un reparto di maternità ha per lintera valle e,
soprattutto, per le sue zone più periferiche per le quali
la distanza da Trento diventa fortemente penalizzante.
Penalizzante è forse un termine non sufficientemente forte
per descrivere la reale situazione di rischio per la sicurezza della
madre e del bambino nellipotesi sia necessario un trasporto
durgenza da zona montana magari dinverno e con la neve.
A titolo esemplificativo prendiamo la zona del Broccon che dista
80 Km. da Trento.
In ogni caso poi si tenderebbe ad anticipare il ricovero per una
riduzione dei rischi aumentando così il periodo di degenza.
Un prolungamento del ricovero ospedaliero associato alla maggiore
distanza kilometrica comporta che in un momento così delicato
della vita si allontana la partoriente dagli affetti famigliari.
Vorrei anche aggiungere ironicamente la nota di colore campanilista
che tutti i valsuganotti risulterebbero nati a Trento.
La chiusura del reparto maternità di Borgo rappresenterebbe
quindi sicuramente un ulteriore aumento di quei disagi di chi abita
in periferia e che hanno determinato il dimezzamento della popolazione
di circa un terzo di Comuni del Trentino negli ultimi cinquanta
anni.
Le problematiche connesse a tale spopolamento e allabbandono
della montagna sono ormai generalmente riconosciute e, quanto meno
a parole, vi è un impegno altrettanto generale ad assumere
le necessarie iniziative amministrative e normative per rallentare
il fenomeno.
Sicuramente la soppressione del reparto maternità non contribuisce
in tale senso ed è pertanto necessario affrontare la questione
in modo radicalmente opposto. Vale a dire che i problemi di funzionalità
che oggi investono il reparto potrebbero essere risolti con un suo
potenziamento ed una sua riqualificazione. Fermo restando che grazie
allimpegno del personale già oggi il servizio di natalità
offerto ha caratteristiche di qualità e di sicurezza pari
a quelle degli ospedali maggiori come i dati stanno a dimostrare.
Comunque, un suo sviluppo con attenzione per esempio a metodologie
diversificate di parto unitamente alla dimensione umana che solo
un piccolo ospedale può dare, garantirebbe un aumento della
domanda che potrebbe estendersi anche allAlta Valsugana. Significativa
al proposito lesperienza di altri reparti che oggi hanno una
affluenza in crescita confermando la qualità dei servizi
e la professionalità degli operatori ospedalieri di Borgo.
Non sono un esperto del settore ma come politico e come valsuganotto
sono profondamente convinto della necessità e della possibilità
di trovare soluzioni di rilancio del servizio anziché di
soppressione. Condivido pienamente lopinione sia del direttore
Munaò che del dott. Cecconi che non si può porre la
questione in termine di risparmio non solo per ragioni di equità,
di tutela del diritto alla salute ma anche perché concentrando
tutto su Trento e allungando inevitabilmente i tempi di degenza
o la necessità di interventi durgenza, magari con lelicottero,
si fanno lievitare notevolmente i costi.
Trento è poi in grado di assorbire lulteriore carico
di lavoro proveniente dalle Valli mantenendo la qualità del
servizio?
Non vorrei infatti che la riduzione dei punti nascita periferici
alla fine riguardasse il solo ospedale di Borgo determinando una
ulteriore condizione di svantaggio in una Valsugana che già
troppo spesso ha ricoperto il ruolo di Cenerentola.
I valsuganotti ed in genere gli abitanti di tutte le nostre valli
sono già necessitati a dipendere da Trento per una infinità
di aspetti della vita quanto meno vediamo se ci è possibile
per nascere evitare il pendolarismo sulla capitale. I miei tre figli
sono nati a Borgo con laiuto dellindimenticabile prof.
Cecconi e di questo vado orgoglioso.
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Luca
Guerri,
vice sindaco
di Bieno
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Lettera
di Luca Guerri, vice sindaco di Bieno 
Il mio nome è Luca Guerri, ho 35 anni e sono il Vicesindaco
del Comune di Bieno. Il mio intervento non sarà improntato
su aspetti che sono già stati menzionati e sui quali mi trovo
in gran parte daccordo, ma bensì vorrei attirare la
Vostra attenzione su una riflessione di carattere socio-politico;
non vorrei spaventare nessuno con questo termine, ma purtroppo è
lunica espressione che in questo momento mi sento di poter
associare a quanto sto per esporre, tenendo conto comunque che nel
proseguo analizzerò anche aspetti maggiormente concreti.
Non farò questioni di destra o sinistra (anche
se non ho mai nascosto la mia propensione tuttaltro che conservatrice),
ma come molti voglio gridare la mia insoddisfazione di fronte a
questa ennesima ingiustizia che viene perpetrata nei confronti della
nostra valle. Vorrei comunque iniziare da un aspetto che ritengo
importantissimo e che sostanzialmente rappresenta le fondamenta
di ciò che intendo esporre; il cosiddetto stato sociale (welfare
state). Ci troviamo di fronte ad un importante bivio dove sempre
più, anche in questo delicato settore, la Pubblica Amministrazione,
tende purtroppo a perseguire quella radicale innovazione dal modello
"burocratico", finalizzato alladempimento di norme,
al modello "aziendale" indirizzato al conseguimento di
risultati sulla base di valutazioni numerico/economiche. Sempre
più si tende a progettare e ad amministrare in funzione esclusiva
del concetto di convenienza tralasciando spesso lutilità
e la reale importanza. Le politiche sociali, all'interno di uno
stato laico, dovrebbero confrontarsi con il grande e problematico
tema dei valori: occorre partire dall'affermazione e la creazione
di condizioni affinché i diritti dell'uomo siano effettivamente
esigibili e fruiti dai singoli cittadini. A partire da questo approccio,
il concetto di solidarietà sociale e di assistenza perdono
completamente la valenza esclusiva di elargizione benevola, ma al
contrario per le istituzioni nasce un obbligo alle azioni che garantiscano
l'attuazione concreta dei diritti i quali costituiscono un bene
pubblico da mantenere, coltivare e sviluppare. Solo in questo senso
ci si può porre, infine, il problema della qualità
della vita dei cittadini la quale, metaforicamente, è il
vestito con cui ricoprire il corpo sociale, che attraversa tutti
gli aspetti della vita umana e definisce il modo in cui avviene
la fruizione dei diritti. I temi del sociale dovrebbero permeare
tutta l'azione dell'Ente tentando di superare sempre di più
logiche settoriali o addirittura di nicchia: non si può parlare
per esempio di pianificazione territoriale, occupazione, attività
produttive, trasporti, ambiente, senza pensare alle persone ed ai
loro problemi. Le azioni delle Amministrazioni devono trovare la
loro giustificazione prima nel garantire i diritti di tutti i cittadini
(e non solo dei privilegiati), oltre che corrispondere ad un patto
sociale che delega agli eletti la buona amministrazione delle risorse
che vengono loro consegnate (le tasse). Si dovrebbe ritornare ad
ascoltare per individuare i bisogni, per coinvolgere i cittadini
nella soluzione di molti problemi di interesse generale. Comunicare
per migliorare la conoscenza, la distribuzione e la fruizione dei
servizi, aumentandone efficienza ed efficacia oltre a garantire
la necessaria trasparenza.
A partire dal 1999 lAssessorato provinciale alle politiche
sociali e alla salute ha dato avvio ad un progetto integrato di
comunicazione che prevede lutilizzo di tutti i mezzi oggi
a disposizione, da quelli più tradizionali, come la stampa,
a quelli più innovativi, come le reti telematiche (ma realmente
il cittadino valsuganotto e tesino ha avuto una informazione corretta
e capillare?).
Nellanalisi introduttiva del nuovo Piano Sanitario Provinciale
2000-2002 , si fa riferimento a vari concetti, tra i quali spiccano
il porre la persona al centro dei processi della sanità,
lassicurare a tutti i cittadini pari opportunità di
accesso ai servizi, lerogare prestazioni uguali per tutti
a fronte di bisogni analoghi, il porre particolare attenzione alle
situazioni di maggior bisogno sanitario, il perseguire l'uniformità
dellofferta sul territorio
. mi sembra che tutto ciò
discordi enormemente con lintenzione di sopprimere il Reparto
Maternità dellOspedale Civile S. Lorenzo di Borgo Valsugana,
o sbaglio??!! E cosa dire, sempre in merito al Piano Sanitario,
al fatto che tra gli obbiettivi preposti vi è anche quello
di ridurre lospedalizzazione in gravidanza
ora mi chiedo,
una donna del Tesino o della zona orientale della valle, che dista
oltre 50 km dal capoluogo, il minimo che potrà fare per non
rischiare imprevisti sarà quello di farsi ricoverare almeno
una settimana prima del presunto parto
e credo non ci sarà
alcun dottore che si assumerà la responsabilità di
rimandarla a casa.
E pur vero che il Reparto Maternità, almeno così
come è strutturato, non è in grado di assicurare alla
comunità un servizio adeguato, principalmente per carenza
di personale specialistico e di attrezzature tecniche adeguate;
ha detto bene, il Sindaco di Borgo, Laura Froner: ci sono
solo due modi per togliere il reparto di Borgo da questa situazione
di precarietà: potenziare o chiudere. Io opto per la
prima soluzione, anche perché se il modo per risolvere i
problemi è quello di decretarne la fine, poveri noi
Cambiando argomento, vorrei ricordare che il 2002 è stato
proclamato Anno Internazionale delle Montagne con il
fine di promuovere la conservazione e lo sviluppo sostenibile delle
regioni montane. Questo grande tema, discusso nei vari vertici mondiali,
ha portato inequivocabilmente a concludere che affinché la
vita in montagna si sviluppi armonicamente, occorre attivare misure
di sostegno a 360 gradi. Nei nostri piccoli paesi (e in questo caso
non parlo di Borgo), viviamo ancora problemi di spopolamento; nel
mio paese, per controbattere questo fenomeno, ho realizzato uniniziativa
atta allerogazione di contributi come incentivi alla natalità,
incentivi alla residenza e nuzialità, incentivi al servizio
Tagesmutter. Credo non serva una gran perspicacia per
comprendere che tale iniziativa, associata alla presenza costante
e vicina di un Reparto Maternità, costituisca una "conditio
sine qua non".
Concludendo, se in Trentino esistono cittadini di serie A e di serie
B ce lo devono dire a chiare lettere; purtroppo penso che la Valsugana
orientale e il Tesino siano rilegate alla serie C, ma questo è
anche colpa nostra che probabilmente facciamo poco o nulla affinché
la situazione cambi
siamo ancora troppo legati a vecchie concezioni
campanilistiche, che spesso ci rendono disponibili a sacrificare
i diritti dei nostri concittadini barattandoli con promesse e contropartite
mercanteggiate con gli esimi Amministratori Provinciali di turno.
Ma questa battaglia non deve essere svenduta a nessun prezzo, sarebbe
una gravissima sconfitta della nostra valle
facciamo qualcosa
prima che sia troppo tardi. Mobilitiamo i valligiani, senza bandiere
politiche, per scendere in piazza e gridare BASTA. Per
una volta uniamoci compatti come valle e contrastiamo questa ennesima
angheria
non sopporterei mai lidea che un domani i nostri
figli ci dicano non avete fatto nulla per evitarlo.
Un cordiale saluto a tutti.
Luca
Guerri
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