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c u l t u r a |
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Vogliamo
dedicare questo spazio a temi di interesse culturale, intendendo
per cultura tutto ciò che serve alla formazione dell'individuo
sul piano intellettuale e morale e all'acquisizione della consapevolezza
del ruolo che gli compete nel mondo in cui vive.
Segnalaci anche tu qualcosa che ritieni così interessante
da far sapere agli altri e contribuisci alla crescita culturale
di tutti coloro che, salpando alla ricerca di chissà
quale informazione, approderanno a questa pagina.
Puoi farlo scrivendo alla nostra redazione all'indirizzo:
scrivi@valsugana.net
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Crisi
del 1/4 d'età, se ne comincia a parlare finalmente!
di Manuel Mariotti
Cosè la crisi del quarto detà? Chiedetelo
a un neolaureato. O alle autrici del libro Quarterlife crisis,
how to get your head round life in your twenties, (Crisi
del quarto detà, come affrontare la vita tra i venti
e i trentanni). Secondo Alexandra Robbins e Abby Wilner
infatti, la crisi del quarto detà si manifesta nel
periodo che copre il passaggio dal mondo universitario al mondo
del lavoro e colpisce una fascia detà che va dalla
tarda adolescenza ai trentacinque anni, ma che di solito è
più diffusa nei giovani di età compresa tra i venti
e i trentanni.
La crisi del quarto detà, è trovarsi in età
matura sul divano dei tuoi a guardare la televisione in uno stato
vegetativo ignorando degli obblighi che a un certo punto della vita
sono dovuti, è guardare gli altri intraprendere una carriera
e vederli realizzati mentre tu non sai proprio dove sbattere la
testa, è sentire il peso dellangoscia per il tempo
che passa e lincapacità di darsi una mossa e ad esempio
è riempire la giornata con attività fondamentalmente
futili per non pensare a quanto insulsa sia la tua vita fino ad
ora. O ancora, è posticipare il momento in cui è necessario
prendere delle decisioni importanti per lincapacità
e la paura di affrontarle, è vivere con i tuoi sentendoti
un adulto viziato. È il trovarsi sgradevolmente indecisi
nello scegliere di dare la precedenza al divertimento, ai propri
hobby, al viaggiare il mondo o di cominciare fin da subito a pensare
al tuo lavoro futuro mettendo da parte la tua voglia di vivere
per ingranare la consueta via in un lavoro sicuro, oneroso e rispettabile.
Le giovani autrici di questo libro uscito per la Penguin negli U.S.A
e per la Bloomsbury nel Regno Unito, hanno tratto le loro conclusioni
riguardo questa decadenza non riconosciuta (ma che effettivamente
esiste), sulla base delle molte interviste fatte a più di
cento giovani americani tra i venti e i trentanni. Come a
Linsdey ad esempio, laureata ventiseienne di San Francisco, la quale
racconta che malgrado i suoi molteplici interessi, non riesce proprio
a capire cosa vuol fare, nonostante a tre anni dalla laurea abbia
già cambiato tre lavori. E questo turbamento lha portata
ad un tale stato di angoscia e inquietudine che ora è costretta
a far uso di psicofarmaci per trovare la forza di uscir di casa
e affrontare la vita. O a Scott di Stillwater (Oklahoma) che dopo
anni e anni di studio, sacrifici e compromessi ottiene una posizione
decorosa nel suo ambito lavorativo; ma ciònonostante non
ne trae soddisfazione e così decide di mollare tutto per
poi trovarsi di punto in bianco a oziare davanti alla televisione
aspettando che qualcosa lo illumini.
Lincertezza che i giovani provano dopo la laurea si presenta
anche perché il percorso apparentemente chiaro del mondo
universitario si dirama poi in mille opzioni diverse. Lopprimente
senso di impotenza, indecisione e inquietudine che ne consegue crea
appunto quel fenomeno che le autrici di questo libro hanno chiamato
e coniato crisi del quarto detà. Oltretutto, il soggetto
che vive questa crisi è convinto di essere il solo a viverla,
proprio perché effettivamente non se ne parla e non si conosce,
a differenza della ben nota crisi della mezza età.
Fortunatamente non tutti i neolaureati la vivono e probabilmente
le persone più forti, decise e determinate diranno che questa
crisi non esiste affatto e chi la vive è solamente un perdente.
Ma chi, nonostante gli anni accademici, della propria vita non sa
ancora che fare ed è tartassato dai dubbi, chi alluniversità
ha passato degli anni relativamente tranquilli e ora si trova in
procinto di entrare nel mondo del lavoro senza nessuna aspettativa,
magari allimprovviso solo, senza le vecchie amicizie né
eventuali parnter, allora potrebbe vivere questo periodo di transizione
(e forse malauguratamente non solo questo) sotto forma di una crisi
vera e propria: la crisi del quarto detà. |
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sulla foto
per ingrandirla |
L'ottica
adattiva: il futuro dell'Astronomia dalla Terra
Il sistema di Ottica Adattiva del Telescopio Nazionale Galileo,
sito al Roque de los Muchachos sull'isola de La
Palma (Isole Canarie), dove si trova l'European Northern Observatory,
uno dei tre piú importanti osservatori astrofisici del mondo,
ha permesso di ottenere recentemente questa bella immagine del pianeta
Nettuno e, piú piccola, una delle sue lune, Tritone. Nettuno
dista dal Sole circa 4.5 miliardi di Km ed il suo diametro apparente,
visto dalla Terra, è di circa 2 secondi d'arco. Come vedere
una moneta da un Euro ad una distanza di 4Km !! Il sistema di Ottica
Adattiva permette di correggere in tempo reale gli effetti della
turbolenza atmosferica sulla qualitá delle immagini. È
il futuro dell'Astronomia dalla Terra. |
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Florian Grott, all'opera nel suo atélier di Rovereto |
Florian Grott, scultore trentino
Florian Grott scultore trentino incarna la forma più autentica
di questa zona del Trentino, l'altopiano di Folgaria, dalla natura
ancora incontaminata.
Figlio d'arte, il padre Cirillo era un noto e affermato pittore,
scultore e poeta, Florian rivelerà ben presto la sua anima
artistica dietro un carattere schivo, amante di passeggiate lungo
sentieri di boschi incontaminati nella sua Guardia, luogo nel quale
vive e da cui trae l'ispirazione per plasmare con slancio e vitalità
le sue opere di legno.
Il giovane artista trentino sta ottenendo successi di pubblico e
di critica e molte delle sue sculture si trovano in collezioni pubbliche
e private.
Per
informazioni florian@grott.net
Visita il sito
di Florian Grott |
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La disumanità della donna verso le proprie simili.
Phyllis
Chesler , l'autrice del saggio "Donna
contro donna", scrive: "Le femministe hanno
perlopiù taciuto; io stessa ho taciuto: semplicemente perché
è troppo doloroso ricordare i tradimenti subiti per mano
femminile, oppure perché è troppo difficile analizzare
le modalità con cui le donne, me compresa, collaborano a
distruggere altre rappresentanti del loro genere." Si tratta
di un'opera coinvolgente, a tratti amara, che "fa luce"
sul lato oscuro, più arcaico, dell'animo femminile. "Vorrei
far capire alle donne che, nonostante i vincoli d'amore e di fiducia
che ci legano, collettivamente siamo poco umane, talvolta persino
crudeli e sadiche le une con le altre e che questa crudeltà
è potente, dolorosa, paralizzante. Dare un nome a tutto ciò,
riconoscerlo, significa compiere il primo passo verso il cambiamento."
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Cerchi
nel grano, la conoscenza silenziosa
Il film di Nikola Dupert ci documenta sul misterioso fenomeno dei
cerchi nel grano, ma è soprattutto la narrazione delle esperienze
di 4 ricercatori che ci trasmettono le emozioni di questa silenziosa
ricerca dentro se stessi alla scoperta del mistero della vita.
Visita il sito
dell'autore del film. |
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Scopri
l'animale che è in te!
I Maya riuscirono a elaborare un loro oroscopo che comprende 13
segni corrispondenti ad altrettanti animali.
Per saperne di più e scoprire quale animale nascondi sotto
la tua pelle consulta questo sito.
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Ridi
che ti passa
Il vecchio detto "il riso fa buon sangue" può essere
l'antidoto a tanti mali oscuri. Saper ridere di sè o delle
situazioni in cui ti vieni a trovare nel corso della tua vita è
un esercizio che si può imparare.
Coltiva lo spirito arguto, il senso dell'umorismo, la battuta pronta
e lascia cadere ogni tanto quell'impalcatura così seria dietro
la quale ti nascondi per sembrare a tutti i costi una persona rispettabile,
credibile e affidabile.
La ricerca scientifica ha dimostrato che le persone che sanno ridere
hanno un'autostima più elevata, sono emotivamente più
stabili e sono generalmente più socievoli.
Secondo Desmond Morris, noto studioso del comportamento umano, la
risata , nella sua forma più completa, è un "gesto
composto", in cui si assommano dodici elementi principali.
La risata più comune assomma da 6 a 8 elementi . Questi non
saranno sempre gli stessi. I punteggi estremi sono rari. Si va da
una risata di valore 1, quando il soggetto ride a bocca chiusa e
con il corpo immobile a una più complessa di valore 12, quando
si "sganascia" dalle risa. In quest'ultimo caso il soggetto
compie simultaneamente le seguenti azioni:
1. Emette un suono stridulo o latrante 2. Spalanca la bocca 3. Spinge
indietro gli angoli delle labbra, 4. Arriccia il naso 5. Strizza
le palpebre 6. Mostra una serie di rughe a raggera agli angoli esterni
degli occhi 7. Lacrima 8. Butta indietro la testa 9. Solleva le
spalle 10. Dondola il tronco 11. Si stringe il ventre e 12. Pesta
i piedi per terra.
(S. Cecconi 9-11-02) |
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Severgnini
si legge in inglese
Il famoso giornalista, conoscitore di difetti e virtù dell'italiano
medio all'estero, racconta in "Ciao, America! An Italian Discovers
the U.S." i vari motivi per cui torna in America da 25 anni.
Ne citiamo alcuni:
Le facce:difficile sentirsi
diverso, perchè di uguale non c'è (quasi) nessuno.
L'umorismo: quando lo capiscono,
gli americani si divertono. Quando non lo capiscono, ci divertiamo
noi.
I "Chocolate Chips Cookies"
(biscotti con pezzetti di cioccolato). Niente da aggiungere: assaggiateli.
(...continua)
Il
sito
di Beppe Severgnini |
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Dolcetto
o scherzetto?
E' da ormai qualche anno che la notte tra il 31 ottobre e il 1°
novembre, sotto l'influenza delle mode made in USA, veniamo invasi
da streghe, zucche e scherzetti. Ma le origini di questa
celebrazione risalgono a tempi più remoti che ci riportano
ai Celti e ai Romani.
Sembra un 'anteprima di carnevale: costumi da strega, zucche illuminate
ed altri oggetti macabri si riversa nelle nostre strade, case e
locali per la festa di Halloween.
Pura influenza dell'imperialismo culturale nordamericano che invade
le sponde del meditterraneo? Un'altra trovata commerciale del tipo
di San Valentino per inneggiare al consumismo e alla corsa al regalo?
Tuttavia le celebrazione del solstizio d'inverno fanno parte della
tradizione di molti paesi occidentali. La nostra festa di Ognissanti
coincide in vari punti con la festa nordamericana di Halloween:
le radici pagane, i dolci per ristorare il corpo prima dell'arrivo
dell'inverno e, non da ultimo, il ricordo dei nostri cari defunti.
I celti che abitavano le isole
britanniche chiamavano Samhain il rito che si celebrava nei
3 giorni intorno al 31 ottobre e che segnava la fine della stagione
del dio sole e l'arrivo del freddo. Secondo la tradizione si dovevano
spegnere tutti i focolari nelle case e passare la notte al buio.
Il mattino seguente i druidi portavano il fuoco con delle torce
per accendere i focolari domestici e dare cosË inizio ad un nuovo
ciclo. In quella notte buia e fredda i celti dicevano di vedere
le streghe, i fantasmi e si rafforzavano tutte le loro superstizioni.
Nel I secolo i romani invasero
le isole britanniche e la celebrazione della dea Pomona protettrice
di frutta e giardini, si mescol̃ alla tradizione locale.
In seguito, furono proprio i primi cattolici
a celebrare la notte di Ognissanti con fuochi e costumi da angelo
e demonio. Riesaminiamo ora l'attuale celebrazione alla luce di
questi antichi rituali: da Pomona, la dea romana provengono
le zucche e la frutta secca; dal rito di Samhain i gatti
neri, la magia e il mistero; da Ognissanti, i teschi, i fantasmi
e gli scheletri. Tutto cĩ, ben rimescolato e confezionato salp̃
a bordo della Mayflower in direzione del Nord America. Quella
che per noi era prevalentemente una celebrazione austera in memoria
dei cari defunti divenne per gli americani una festa che oggi ̉
celebrata soprattutto dai bambini. Ecco una serie di accessori e
frasi che non possono mancare:
Le zucche
illuminate con intagliati occhi e bocca dall'aspetto pauroso
"Treat
or trick"? ( dolcetto o scherzetto) la frase che dicono
i bambini travestiti suonando alle porte delle case per chiedere
i dolci. In caso di risposta negativa, lo scherzetto ̉ d'obbligo.
"Apple bobbing" un gioco in cui
delle mele vengono messe in una bacinella d'acqua e i bambini bendati
devono cercare di morderle e mangiarle.
Ricette tipiche a base di zucca
e frutta secca, soprattutto castagne che vemgono arrostite sul fuoco
assieme alle patate dolci americane. |
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Vintage:
il riciclaggio entra nell'armadio.
Cos'è la moda vintage? È quella che ti permette di
rovistare nel baule degli abiti vecchi di nonna, mamma e zia e di
fornirti di vestiti e accessori che erano di moda nei decenni scorsi.
Lascia spazio alla tua creatività nell'abbinare ed interpretare
un nuovo modo di essere alla moda. Lo stile vintage è già
un cult in America e da qualche tempo lo sta diventando anche
in Europa.
Per chi ama combinare sulla tavolozza della moda autentici pezzi
d'epoca e non è così fortunata da avere un baule a
disposizione nella soffitta di mamma, ecco un appuntamento da non
perdere:il Fashion
Vintage Show di Pavia, oppure uno dei tanti negozi specializzati
che ora hanno vere e proprie vetrine anche nella Rete.
Insomma, se nella tua città non c'è ancora un antiquario
della moda, fatti un giro on line fra notizie, fiere, negozi e altre
curiosità sullo stile vintage:
www.gingergeneration.it
www.moda.it
www.angelo.it/
www.belgioioso.it
www.yoox.com
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Silenzio!
Le mani parlano
La
comunicazione gestuale dei sordi è nota sin dall'antichità,
ma inizia ad essere studiata da un punto di vista linguistico solo
a partire dagli anni '60. William Stokoe, un ricercatore americano,
fu il primo a dimostrare che questa forma di comunicazione non è
solo semplice mimica, ma una vera lingua dei segni, con un suo lessico
e una sua grammatica, capaci di esprimere qualsiasi messaggio. Le
parole di una lingua vocale sono formate sulla base della combinazione
di un certo numero di suoni (fonemi). Così pure tutti i segni
di una lingua gestuale sono formati attraverso la combinazione di
4 parametri formazionali: luogo, configurazione, orientamento e
movimento. (
continua)
I
Corsi di LIS (Lingua dei Segni Italiana) aspirano ad
avvicinare sempre più persone alla conoscenza della Lingua
e della Cultura dei Sordomutii. L'obiettivo è quello di facilitare
una migliore integrazione sociale e culturale sia in ambita personale
che professionale. I corsi di Lis inoltre rappresentano il primo
passo verso la formazione di interpreti professionali.
Per
informazioni in Trentino- Alto Adige. |
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